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28 aprile 2015

I racconti di Salinger e quel non senso che assomiglia alla vita.

Qualche tempo fa contattai uno scrittore per proporgli qualcosa che assomigliasse a un'intervista. Non l'avevo mai fatto e non l'ho più fatto da allora. Lui, lo scrittore, lo seguivo da un po'. Avevo letto un paio di libri che aveva scritto e l'ultimo mi era piaciuto molto. La mia idea non era quella di tirar giù un classico botta e risposta, ma quello che volevo provare a fare era sviluppare una discussione fluida, che tenesse anche conto delle tematiche del libro, che mi interessavano parecchio. Avevo in mente di parlare, più in generale, delle scelte dei lettori. Avevo la sensazione che lui fosse a sua volta un gran lettore, ed ero sicura di poter trarre dalle sue parole qualche spunto di riflessione che mi avrebbe regalato diverse opportunità di confronto. Gli dissi che volevo costruire questa cosa con lui, trovare il modo di far emergere quello che più ci premeva raccontare. Il problema è che la discussione prese una direzione diversa da quella che avevo immaginato. Il senso dell'intervista ci lasciò quasi subito, mi dissi che non ero stata in grado di strutturare le domande nel modo giusto. In realtà, me ne resi conto qualche giorno più tardi, già dal primo scambio di battute la mia posizione era cambiata: non mi interessava più condividere con gli altri quello che mi stava dicendo perché mi sembrava così importante che volevo tenerlo per me. Questo però non gliel'ho detto.


24 aprile 2015

Last days of California - Mary Miller

Jess ha quattordici anni. È in viaggio con suo padre, sua madre e sua sorella maggiore, la bellissima e problematica Elise. Sono diretti in California per assistere alla Seconda Venuta di Cristo. «Presto le sofferenze cesseranno», Fratello Marshall ne è sicuro. Il padre di Jess, un credente granitico e risoluto, ha deciso di lasciare l'Alabama e portare tutta la famiglia in California: lì si incontreranno le anime salve, quelle che hanno vissuto nella rettitudine in attesa del Giorno del Giudizio. Il viaggio è, tra le altre cose, una buona occasione per convertire più persone possibili. 

Ogni capitolo di Last days of California è dedicato a un giorno, e ogni giorno la ragazzina ci presenta gli interpreti che prendono parte a questo cammino di fede. Alternandosi tra pompe di benzina e fast food, nutrendosi di quel cibo ricco di grassi che riempie di niente, la famiglia percorre chilometri di asfalto polveroso osservando i propri pensieri affollarsi sul finestrino. 


20 aprile 2015

Brevi interviste con uomini schifosi. Merito e responsabilità.

L'unico modo per capire un autore è leggerlo, leggerlo ancora e il più possibile, finché non riesci a trovare le giuste connessioni, finché non sei in grado di interpretare le sue intenzioni così come lui le aveva concepite. È l'occhio che cambia, che si allena per trovare la giusta prospettiva. Da dove filtra la luce? 

In generale e ancora di più per David Foster Wallace. I lettori di questo autore si distinguono in due gruppi: ci sono quelli che vantano di capirlo senza alcun problema, che loro, e qualche altra, rara, persona sulla faccia della terra, non hanno difficoltà a rapportarsi alla narrativa dell'autore, che Wallace lo puoi comprendere solo se ragioni come lui. Questi, qualche volta, vanno in giro con una bandana, si fanno crescere i capelli e iniziano a parlare difficile. Questi, di solito, non ci hanno capito niente. 


16 aprile 2015

Io leggo, senza perché.

Leggere è, ancora, una delle cose che preferisco fare. Leggere mi piace sempre. Sono cambiati i miei gusti, le mie inclinazioni. Prima leggevo di più ad alta voce, adesso lo faccio meno. Ho bisogno di sussurrare, alle volte, come se volessi parlare direttamente al mio inconscio, alla coscienza, o a qualsiasi altra cosa ci sia in quel baratro conficcato tra costole e polmoni. Sono più attenta, un po' più consapevole. Credo di avere qualche possibilità in più di capire quello che leggo perché ho più occasioni di confronto. Ho letto tanto in questi anni, di più di quanto avessi mai fatto. Ma allo stesso tempo sento che mai riuscirò a comprendere tutto, mai fino in fondo e mai quanto vorrei. Più leggo, più mi sento sopraffare da tutto quello che ancora c'è da capire e che io non capirò.

È cambiato anche il mio modo di scegliere i libri, di preferire gli uni agli altri. Prima, per esempio, un libro destava il mio interesse se e nella misura in cui mi parlava di me. Mi stupivo del fatto che un autore riuscisse a descrivermi così bene, come se mi conoscesse, come avrei fatto io, se avessi avuto le parole giuste per farlo.