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Una vera Americanah

La prima cosa che ho fatto quando ho finito di leggere Americanah è stata aprire il sito di Google e scrivere nella casella di ricerca: “Chimamanda Ngozi Adichie hair”. La verità è che volevo vedere i suoi capelli, volevo sapere se ha i sisterlocks, i cornrow o se porta le weaves. Ho trovato un’intervista di The Cut intitolata Chimamanda Adichie on Black Hair and the Narrow Definition of Beauty, un pezzo in cui l’autrice cerca di spiegare la citazione contenuta nel suo libro: «I capelli sono la metafora perfetta per la razza in America». Chimamanda ammette che parlare di capelli è complicato: tutti vediamo quello che gli altri hanno in testa, ma pochi si domandano cosa ci sia dietro e meno persone si prodigano per cercare di capirlo. Un po’ come la questione della razza, aggiunge.

Provate a chiedere a una donna se è soddisfatta dei capelli che ha. Vi parlerà di un rapporto fatto di alti e bassi, di giorni buoni e di giorni meno buoni. Se ha i capelli ricci vi dirà che li vorrebbe lis…

Se le parole sono importanti perché non usi proprio quelle che devi usare?

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