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Cinque cose da fare (e cinque cose da non fare) se vuoi promuovere la tua scrittura online

Uno degli scrittori più solitari d’America è stato J. D. Salinger. Nel 1965 pubblica il suo ultimo racconto (Hampworth 16, 1924 sul New Yorker), nel 1967 divorzia dalla seconda moglie, Claire Douglas, e nel 1974 rilascia la sua ultima intervista al New York Times. Nel 1953 aveva già lasciato la città per rifugiarsi in un cottage tra le montagne di Cornish, nel New Hampshire, ma negli ultimi trentacinque anni della sua vita l’isolamento diventa una condizione irrinunciabile. «Il desiderio che uno scrittore ha di anonimato-oscurità è la seconda dote più importante che gli sia stata affidata»; facendo fede a questa dichiarazione, Salinger rifiuta la scena pubblica e rifugge da ogni contatto umano. Quello che è successo, però, è che questo stile di vita, schivo al limite del patologico, non ha fatto altro che alimentare il mito, amplificando la curiosità più morbosa su ogni dettaglio della sua vita privata e contribuendo a costruire quella fama che l’autore aveva sempre rinnegato.

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