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Viaggio tra i libri (e nella mente) di Philip K. Dick

Il 24 settembre del 1977, prima di salire sul palco, Philip K. Dick guardò l’uomo seduto in prima fila. Di lì a poco avrebbe pronunciato delle parole capaci di condizionare il destino di diverse generazioni. Quell’uomo gli avrebbe creduto? Forse l’avrebbe preso in giro, bisbigliando all’orecchio del vicino. Magari avrebbe ripensato a quel giorno dopo qualche anno, ricordando lo scrittore un po’ eccentrico che al convengo del Metz aveva parlato di un presente alternativo. E se non fosse mai successo? Dick scacciò il pensiero, si avvicinò al microfonico, recitò un verso di San Paolo e cominciò: «Che io sappia, nessuno ha mai affermato una cosa del genere».

Con una citazione tratta da quel discorso inizia Io sono vivo, voi siete morti, la biografia di Philip K. Dick scritta da Emmanuel Carrère nel 1993. È un percorso che tratta in modo acuto, affascinante, tendenzialmente romanzesco ma puntuale, la vita e l’opera di uno dei massimi scrittori di fantascienza. Pensate ai più famosi film d…

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