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30 settembre 2014

Il cuore di Lady Macbeth negli occhi di Javier Marías

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Eccole, vedi, adesso le mie mani han lo stesso colore delle tue; 
ma mi vergognerei d'avere in petto un cuore così bianco. 

L'altro giorno riflettevo su Shakespeare, su quanto lui sia uno dei cardini della letteratura e su quanto poco noi ci rendiamo conto di ciò. Io, almeno. È che non ho l'occhio allenato. Sarà che sono miope, ma non sempre riesco a cogliere la bellezza delle cose. Questa frase per esempio. Questa frase è tratta da Macbeth. Io l'ho scoperto solo durante la lettura del libro di cui vi parlerò a breve e, appena terminata, sono andata a recuperare il dramma di Sir William. E lì questa frase l'ho trovata. Magnifica. Ma sono sicura che non l'avrei apprezzata se non l'avessi vista attraverso gli occhi di Javier Marías. Che l'ha isolata, evidenziata, elevata. Che ci ha scritto un libro intero su questo verso. Un cuore così bianco. Che poi è il motivo per il quale ho scelto di leggerlo: il titolo.

Il verso che apre l'articolo si trova nella seconda scena del secondo atto. Il generale Macbeth, spinto dalla profezie delle tre streghe e sollecitato dalla moglie, uccide il re Duncan per conquistarne il trono. Il generale raggiunge Lady Macbeth, subito dopo aver compiuto il gesto, con le mani imbrattate di sangue. È sconvolto e confuso, tant'è che afferma:

[...] Potrà mai il gran mare di Nettuno lavar dalle mie mani questo sangue? 
No, ché sarà piuttosto questa mano a tinger del suo rosso le variegate acque degli oceani
e far del loro azzurro tutto un rosso.

La moglie prende in mano le redini della situazione e si reca nella stanza del re con l'intento di sporcare di sangue i pugnali dei servitori che erano di guardia; in questo modo la colpa dell'omicidio sarebbe ricaduta su di loro. Lady Macbeth mostra le sue mani, insanguinate come e più di quelle di suo marito; colpevole, anche se non ha commesso il fatto. Per averlo saputo, per aver partecipato, per essere stata complice. 

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Lady Macbeth in un dipinto di George Cattermole - Fonte immagine

Il libro di Marías si apre con una tragedia. Un suicidio - di cui non vi dirò nulla — raccontato da un personaggio che per tre quarti del libro è il protagonista apparente della vicenda. Del perché di quel gesto — come sopra, non dico niente — lui, lo pseudo-protagonista, ne verrà a sapere soltanto alla fine. E molto altro ancora scoprirà, nascosto dietro la porta della sua camera, ascoltando, dalle parole di suo padre, Ranz, la vera storia della sua famiglia. 

Un-cuore-così-bianco-marias-einaudi-libroÈ, tra le altre cose, un libro sul matrimonio. No, non me la sono andata a cercare. Non avevo neanche letto la quarta di copertina. Ma queste coincidenze hanno sempre un certo fascino per me. La letteratura che coincide con la vita è affascinante. Juan, traduttore, sposa Luisa, traduttrice a sua volta, conosciuta nell'ambito di un impegno di lavoro. Lei, in quell'occasione, era la sua rete. La rete è il traduttore di riserva che viene impiegato nelle conferenze tra esponenti politici di un certo calibro. In sostanza, la rete controlla e approva la traduzione del primo interprete; nel caso, interviene per correggere gli errori. Comunque, Juan e Luisa si sposano. Ma questo accade prima, prima che la carta del libro assorbisse la loro storia. Noi incontriamo i due sposi durante la loro luna di miele. Un episodio, in apparenza di poco conto, suscita in Juan diverse perplessità. Una, in particolare.
E adesso? 
Questa è la domanda che gli pose suo padre, il giorno delle nozze. 
E adesso?
Cosa farò adesso? Cosa succede, adesso? Come devo comportarmi adesso che sono sposato, che ho una famiglia mia? Cosa si aspettano da me? E lei, lei cosa si aspetta da me? Cosa diventeremo, tra dieci anni? Stiamo già cambiando? Lei, è cambiata? E io, io cambierò? Adesso. Come lo risolvo, il mio adesso? 
L'unico modo per liberarsi da quella domanda non è ripeterla, ma fare come se non esistesse e non porsela né permettere che nessuno la possa formulare.
Un pensiero non è reale finché resta solo un'idea. È un embrione, un potenziale. Non è niente. Come un tradimento. Come una colpa. È meglio mantenere il segreto, nonostante tutto. Oppure no, oppure è meglio dirsi tutto, tutto quello che non va, tutto quello che abbiamo fatto, tutto quello che non avremmo mai voluto fare. Meglio essere sinceri, lasciare andare le parole, liberarsi, dal peso del silenzio. Liberarsi. Ma a quale prezzo?
Mi amerai ancora di più sapendo ciò che ho fatto, benché il saperlo macchi il tuo cuore così bianco.
È un libro sulla responsabilità del segreto, sul senso di colpa, sulle verità che sporcano l'anima.
Si è colpevoli solo di udire le parole, il che non è evitabile, e anche se la legge non discolpa chi parlò, chi parla, costui sa che in realtà non ha fatto niente, anche se ha costretto l'orecchio con la sua lingua, la schiena con il suo petto, con il respiro agitato, con la mano sulla spalla e l'incomprensibile sussurro che ci persuade.
Piccolo appunto: gli incisi. Troppi, troppi incisi. Avete presente quelle frasi tra parentesi (le precisazioni) che tendono (o almeno così pare) a chiarire alcuni concetti (o interi periodi) a discapito della fluidità di lettura? Ecco. Però si sorvola. Il libro merita, fuori e dentro la punteggiatura.



***
Un cuore così biancoJavier Marías. Einaudi, 2014. A cura di Paola Tomasinelli.

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23 settembre 2014

BookMooch: un libro per un libro

bookmooch
Compravo in continuazione libri nuovi, più di quanti, lo ammetto, riuscissi a leggere. Ma fin tanto che li avevo intorno, mi davano garanzia di una vita più grande, assai più preziosa e necessaria di quella che ero costretto quotidianamente a vivere. Se mi era impossibile sostenere sempre questa vita superiore, perlomeno ne conservavo nelle vicinanze delle tracce che potevo vedere e toccare quando questa diventava inconsistente.
(L'UOMO IN BILICO – Saul Bellow)
Come guadagnare un paio di settimane, o un mese, o due.
Il sogno di ogni lettore è possedere una valanga di libri e io non faccio eccezione; ogni volta che compro un nuovo romanzo mi sembra di aver messo da parte un pizzico di esistenza ed è una sensazione a cui non potrò mai rinunciare. Il problema è che - tralasciando le scontistiche d'occasione - i libri costano. È una spesa più o meno equa, che si affronta più o meno volentieri, ma che porta a compiere delle scelte, rinunciando ad acquistare un volume per prenderne un altro. Si scarta, si predilige, si rinuncia. Questo è l'approccio che la maggior parte delle persone utilizza per formare la propria libreria. Il lettore forte invece si ingegna. E io mi sono ingegnata, per me, per voi, per vagliare, tra l'universo delle infinite possibilità, le alternative più interessanti che il web ci offre per ampliare, a basso costo, le nostre dispense culturali. 

Per i feticisti di ogni età, ci tengo a precisare che le mie ricerche sono finalizzate a reperire libri in edizione cartacea. Esistono diversi canali dai quali poter attingere contenuti per saziare i nostri e-readers; gli stessi siti web dai quali acquistiamo in digitale prevedono una sezione dedicata agli ebook gratuiti (vedi BookrepublicIBS, Amazon), ma è sempre più difficile riuscire a spuntare un cartaceo senza "vendere l'anima al diavolo".

Oggi, dopo aver concluso un paio di transazioni, vi confermo che c'è una scappatoia per ottenere libri senza straziare il portafogli. Oggi vi parlo di BookMooch.
BookMooch, nuova vita ai vecchi libriOvvero: dona un libro per ricevere un libro
Che senso ha lasciare che la polvere si impadronisca di un romanzo che abbiamo letto ma che non abbiamo gradito quando magari c'è qualcun altro che vorrebbe averlo? E se quel qualcun altro avesse il libro che tanto abbiamo faticato a trovare? E se volesse cedercelo? E se volesse farlo a titolo gratuito?

È un po' il mercatino del baratto. Nessuna novità, ve lo leggo negli occhi. Vero, nessuna novità. Ma proprio perché le operazioni di scambio si svolgono online, il bacino di utenza che il sito ricopre è vasto; questo, tradotto da uno studente di statistica per corrispondenza, significa che le probabilità che ci sia qualcuno disposto a cedere il libro dei vostri desideri sono molto, molto più alte.

Nei fatti, come funziona? Funziona che, dopo la procedura di iscrizione, entrerete a far parte della community di BookMooch e, attraverso il pannello di controllo, potrete gestire i vostri elenchi.
Le liste che dovrete creare sono due: 
- libri che volete donare;
- libri che volete ricevere.

DONARE
Dalla Pagina dell'utente cliccate su AggiungiInserite il libro, per titolo o per ISBN, selezionate il sito attraverso il quale volete identificarlo e cliccate su Cerca. Io scelgo di inserire, per esempio, Autobiografia di Irene di Silvina Ocampo.

bookmooch-libri

Una volta individuata l'edizione del libro che volete cedere, cliccate Aggiungi all'inventario.

Bookmooch-libri

Ora il libro comparirà nella vostra lista. Otterrete un decimo di punto (0,10) per ogni libro che aggiungerete al vostro inventario e 1 punto per ogni libro donato. Al raggiungimento di 1 punto, potrete richiedere - se è disponibile - il libro che avete scelto.

RICEVERE
Cliccando su Catalogo, verrete reindirizzati alla pagina Sfoglia i libri (scelgo Mentre morivo di William Faulkner). Indicando il titolo nella barra di ricerca sarete in grado di verificare se il volume che state cercando è stato messo a disposizione da uno degli utenti. 


Nel caso non dovesse essere disponibile, sarà opportuno inserirlo in lista. Come sopra, dalla Pagina dell'utente cliccate su AggiungiInserite il libro desiderato, per titolo o per ISBN, e selezionate il sito attraverso cui sceglierlo. Individuata l'edizione giusta, cliccate su Aggiungi alla lista dei desideri. 

bookmooch-libri

Attraverso questo passaggio, ogni volta che un libro presente nella vostra lista dei desideri  - o un'edizione ad esso correlata - verrà messo in donazione da un utente, vi arriverà una notifica all'indirizzo mail che avete indicato al momento dell'iscrizione. La mail conterrà il nome del donatore e il link attraverso il quale richiedere il testo. Allo stesso modo, quando metterete un libro a disposizione della community, l'utente che aveva aggiunto quel titolo alla sua wish list, verrà invitato tramite mail a contattarvi per formalizzare lo scambio. Ogni passaggio che il libro effettua deve essere registrato: è importante indicare, nel caso del donatore, quando il libro è stato effettivamente spedito. A transazione conclusa, l'utente che ha ricevuto il volume, verrà invitato a lasciare un feedback a testimonianza della qualità dell'operazione. Cliccando sulla vostra pagina utente, ogni membro potrà visualizzare la cronologia dei vostri scambi e i relativi feedback. 

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Questa è la procedura standard. Ciò non toglie che dietro i monitor ci sono persone vere. Perciò non perdete occasione per contattare il proprietario del libro e chiedere delucidazioni di ogni sorta. L'unica dote richiesta per partecipare a questo mercatino virtuale è la pazienza. Potrebbero passare giorni, settimane, prima che il titolo che tanto agognate sia disponibile. Aspettate. Compilate le due liste, donate ad ogni membro che vi recapiterà una richiesta, e attendete fiduciosi.

Io ho donato un Gatsby che avevo acquistato in un'edizione che non mi aveva soddisfatto. Ho inviato il libro (pagando 1,28 euro, sfruttando la tariffa agevolata della spedizione pieghi di libri) e ho messo da parte il mio punto. Un mese dopo mi è arrivata la mail attraverso la quale venivo informata che un libro presente nella mia lista dei desideri - Non abitiamo più qui di Andre Dubus - era stato messo a disposizione da un utente della community. Ho contattato il proprietario del libro tramite l'apposita procedura di richiesta, mi sono accertata delle condizioni del volume e, dopo pochi giorni, il libro era nelle mie mani. Quasi nuovo. 18 euro di copertina. Io l'ho pagato, quanto? Un libro che non volevo + 1,28 euro. Non serve una laurea in economia per capire che "la cosa" funziona. Nel caso, ve lo confermo: la cosa funziona! 

E voi? Come reperite i vostri libri? Conoscete qualche scappatoia? 
Condividete le vostre esperienze con la scratch-community



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16 settembre 2014

A tutti i figli di settembre, quelli come me

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Ce ne sarebbero di cose da dire. 
È che tornare qui è sempre un po' un inizio per me. Cominciare da zero, per dirla familiare.

Sono stata per molti anni - e forse lo sono ancora - una figlia di settembre
Mi piace che la vecchia routine torni a ricomporre i nostri giorni, mi piacciono le certezze e mi piacciono i princìpi. Mi piacciono le serrande aperte, il traffico in centro e le puntate in prima visione delle serie tv. Mi piacciono gli abbracci che profumano ancora di sole, mi piace ritrovarmi negli occhi di chi ho lasciato prima dell'estate, quando il cuore era ancora pieno di progetti e attese su quello che sarebbe accaduto di lì a poco. Mi piace capire cosa è cambiato, se è cambiato. Mi piace anche scoprire che non è cambiato nulla, di quello che di bello c'era. Perché non è detto che tutto debba per forza modificarsi, no? È quello che mi ripeto, io, che sono andata a cercarmelo il cambiamento. Che lo inseguo, tutti i santi i giorni. Che lo temo, un po'. Ma ferma non ci riesco a stare. Mi dico che cambiare non è perdere, ma è anche trovare. È sacrificare qualcosa a favore di qualcos'altro. Che magari è meglio, e magari non lo è. Che l'evoluzione è nell'uomo, dacché ha emesso il suo primo respiro. 

E allora respiriamolo insieme, il nostro nuovo settembre
A quelli che c'erano, a quelli che verranno. Ai figli di settembre, a quelli come me.



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