Quando Edgar Allan Poe viveva nel Bronx

La prima cosa che faccio è guardare fuori dalla finestra e pensarmi nel 1846. Sono al primo piano, nella camera che un tempo fu di Edgar Allan Poe e di sua moglie (e cugina di primo grado), Virginia Clemm. Ora è una piccola sala utilizzata per la riproduzione di alcuni video. Non c’è acqua, mi dice il ragazzo che oggi sarà la mia guida. Non passava neanche l’energia elettrica, ma a questo hanno dovuto rimediare. «Per le luci, la televisione e un piccolo ventilatore, quello lì, dietro di te. Ma il resto, il pavimento, le finestre, è tutto come allora».

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Edgar Allan Poe Cottage (1846)

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Edgar Allan Poe Cottage (2015)

Il cottage di Edgar Allan Poe si trova nel Bronx, a New York. Oggi è all’interno del Poe Park, nell’incrocio tra Kingsbridge Road e il Grand Concourse, a pochi chilometri a nord dalla sua sede originale, dalla quale è stato prelevato nel 1910 dopo varie dispute e attribuzioni di responsabilità. Nel 1922, la New York Historical Society si è occupata di ripristinare lo stato della casa.

Edgar Allan Poe si trasferì con la moglie e la madre di lei nel maggio del 1846. All’epoca il Bronx era una zona rurale, difficilmente raggiungibile. Edgar pensò che una vita più tranquilla, a contatto con la natura, sarebbe stata capace di lenire le sofferenze di Virginia, già malata di tubercolosi. Non fu così: dopo qualche tempo, la donna fu costretta a spostarsi al piano inferiore; non era più in grado di salire i gradini di quella piccola scala a chiocciola con la quale si accede alla camera matrimoniale. Morì il 30 gennaio del 1847.

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La stanza di Virginia Clemm

Da allora, Poe non fu più lo stesso. Si dice che non riuscisse a dormire e passava le ore di ogni notte a camminare senza meta; dal cottage, per quelle strade desolate, fino a High Bridge, il ponte che collega il distretto del Bronx a Manhattan, il più antico di tutta New York.

Questa è la storia che ascolto mentre guardo una riproduzione di Poe Walking on the High Bridge, un’illustrazione di Bernard Jacob Rosenmeyer del 1930. Non mi è difficile immaginare la sua sofferenza. Provo a ripetere qualche passo di The raven che non riesco a ricordare. La casa è piena di riferimenti a quella poesia, la più celebre, pubblicata nel 1845; quasi come se lui non avesse scritto altro, né prima né dopo. Alcuni mobili del cottage sono della stessa epoca nella quale è vissuto Poe, ma non tutti sono appartenuti allo scrittore; parte dell’arredamento si trova al museo del Bronx. Lo scrittorio si trova nella camera più grande della casa, al piano di sotto, accanto alla stanza che fu degli ultimi giorni di Virginia. C’è un camino, una sedia a dondolo e lo specchio: «Can you see the raven in the mirror?». Edgar Allan Poe muore a Baltimora, il 7 ottobre del 1849. Il cottage è stato il suo ultimo rifugio.

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Sulla parete in alto a sinistra c’è uno scaffale: la libreria di Edgar Allan Poe. Quali libri leggeva? Vorrei avvicinarmi di più, ma non lo faccio. Dovrei chiedere il permesso, e c’è comunque qualcosa che me lo impedisce: lo scrittorio, la sedia, il tavolo della cucina, il letto dov’è morta Virginia, in qualche modo mi sembrano strumenti di scena; con i libri, invece, ho l’impressione di violare un’intimità. Non domando se sono davvero appartenuti a Poe. Voglio pensare che sia così.


C’è un grande libro, all’ingresso, pieno dei commenti di tutti quelli che, prima o dopo di me, sono stati qui. Scrivo due righe, niente di troppo appassionato. Saluto il ragazzo di cui vorrei tanto ricordare il nome. Scatto due foto del cottage dall’esterno. È di nuovo il 27 agosto del 2015.

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Ecco: spalancai l’imposta, e con un frullio di ali
Nella casa entrò un gran Corvo, come da un tempo remoto.
Senza chiedere il permesso, senza un attimo d’indugio
Ma con un fare sdegnoso, si posò sulla mia porta,
Sopra un busto di Minerva che sovrasta la mia porta
Si posò, e niente più.
Le mie cupe fantasie si dissolsero in sorriso
Nel vedere il nero uccello così pieno di contegno.
«Anche se non hai la cresta» dissi «non sei certo vile,
Bieco e oscuro e vecchio corvo dalle sponde della notte...
Dimmi come sei chiamato nell’Inferno e nella notte!»
Disse il corvo: «Mai più.»

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***
Link e riferimenti
The Edgar Allan Poe cottage
The Bronx Museum of the Arts

I passi riportati sono tratti da: Il corvo e altre poesie. Feltrinelli, 2014. Traduzione di Raul Montanari.
Qui, la versione completa in lingua originale.

Commenti

  1. Bellissima gita. Grazie.
    Paola C. Sabatini

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  2. Grazie per averci resi partecipi di questa escursione letteraria: chissà che atmosfera entro le pareti di questa casa!

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  3. Grazie a voi per aver partecipato al tour (e grazie per aver lasciato una firma nel libro degli ospiti!).

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  4. Lascio anch'io la mia firma, invogliata dalle foto, dalle tue parole e dalla poesia di Poe.

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    1. Grazie Ale, è stato un piacere essere la vostra guida.

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