1984: il futuro distopico di George Orwell



Così oggi proviamo a spiegare un libro che ha rivoluzionato il genere distopico, il libro che meglio ha saputo raccontare i pericoli dei regimi totalitari. Oggi scopriamo il 1984 nato dall’immaginario di George Orwell.

Partiamo dalla geografia: nel 1984 di Orwell, esistono tre principali potenze mondiali: l’Oceania, dominata dai principi del Socing, l’Eurasia, sotto l’influenza del Neobolscevismo, e ’Estasia, controllata dal Culto della Morte. L’Oceania fa riferimento a un solo partito al cui comando c’è il Grande Fratello che controlla azione e pensiero di ogni abitante attraverso una rete di teleschermi posizionati in ogni angolo del paese.

I ministeri che governano l’Oceania sono: il ministero della Pace, che presiede alla guerra, il ministero dell’Amore, che regola la legge e l’ordine pubblico, il ministero dell’Abbondanza, che dirige l’economia e il ministero della Verità, che si occupa dell’informazione. E proprio nella Verità lavora Winston Smith. Winston si occupa di rettificare il passato; più in generale, i membri di questo ufficio hanno il compito di revisionare libri e articoli per esaltare la potenza, la giustizia e la rettitudine del Grande Fratello. Per esempio:
[…] Venne puntuale l’annuncio che a partire dalla settimana seguente la razione di cioccolato sarebbe stata ridotta da trenta a venti grammi. Pochissimo tempo prima, a febbraio, il Ministero dell’Abbondanza aveva promesso che nel corso del 1984 non ci sarebbe stata alcuna riduzione nel razionamento del cioccolato. In realtà, come Winston sapeva bene, per la fine della settimana la razione di cioccolato sarebbe stata ridotta da trenta a venti grammi: bastava sostituire alla promessa originaria l’avvertenza che forse per il mese di aprile si sarebbe dovuti ricorrere a una riduzione della razione di cioccolato.
È possibile alterare la realtà fino a questo punto? È possibile se nel mondo immaginato vige il meccanismo di manipolazione più potente che che sia mai stato concepito: il bipensiero. Il bipensiero è la capacità di accogliere nella propria mente due opinioni tra loro contrastanti, accettandole entrambe. Il soggetto, quindi, sa di essere testimone di una rielaborazione dell’informazione, tuttavia la pratica del bipensiero fa sì che egli creda che la verità non venga violata.
Il bipensiero è supportato dall’introduzione della neolingua; un linguaggio caratterizzato da termini rivisti e corretti, inventati a uso e consumo del partito. Chiunque violi, con azioni o intelletto, i dettami del partito è accusato di psicoreato e punito con la vaporizzazione, l’eliminazione di ogni traccia (passata, presente e futura) della propria esistenza.

Queste premesse, forse troppo didascaliche ed impersonali, sono però essenziali per poter parlare del resto, di tutto quello che rappresenta questo libro, al di là della trama.
1984 è considerato il romanzo distopico per antonomasia, il ritratto di una società che riflette il peggior scenario possibile. In effetti non c’è accenno di speranza, non c’è luce e non c’è lieto fine. Il protagonista soccombe alla repressione fisica e psicologica del partito e il lettore assiste, impotente e frustrato, all’annientamento totale di ogni sorta di sentimento umano.

È da ieri che ci penso, che cerco di formulare un’opinione. 1984 non è un libro che può piacere, in senso stretto, non c’è niente di piacevole in quello che si legge perché racchiude concetti complessi, amari e indigesti Eppure lo consiglio a chiunque, chiunque voglia capire davvero la guerra, quella moderna, quella del pensiero. 
Non pensare di riuscire a salvarti, Winston, per quanto incondizionata possa essere la tua resa. […] Ti accadranno cose dalle quali, campassi mille anni, non ti riprenderai mai più. Non sarai mai più capace di nutrire sentimenti normali, di sentire dentro di te amore, amicizia, gioia di vivere, allegria, curiosità, coraggio, onestà. Sarai vuoto. Ti spremeremo fino a svuotarti, poi ti riempiremo di noi.
Privare l’essere umano della sua stessa umanità per poterlo plagiare. La negazione di ogni forma di istinto sessuale, ad esempio. Potremmo supporre che il partito osteggi qualsiasi unione tra uomo e donna per evitare la coalizione degli stessi in un contesto difficile da controllare, ma non è proprio così. Non solo almeno. È un gioco molto più sottile, più subdolo, quello messo in atto dal regime dell’Oceania. Il fine ultimo della repressione sessuale è, per il governo, un modo di creare uno stato d’animo isterico ed insoddisfatto e, di conseguenza, facilmente indirizzabile verso la psicosi bellica e il culto del capo. Per il partito non è abbastanza che un soggetto si pieghi passivamente al potere, l’intento principale non è finalizzato semplicemente a sottomettere il popolo. Il governo richiede una devozione cieca, a dispetto di ogni logica. La venerazione, al pari di un credo religioso.
– Dimmi, Winston, che cosa provi veramente per il Grande Fratello?
– Lo odio.
– Lo odi. Bene. È arrivato il momento, per te, di compiere l’ultimo passo. Tu devi amare il Grande Fratello. Obbedirgli non basta, lo devi amare.


***
1984, George Orwell. Mondadori, 2002. Traduzione di Stefano Manferlotti.

Commenti

  1. Recensendo 1984 mi hai fatto capire che è tempo che lo rilegga. E' uno di quei libri che vengono suggeriti al liceo, spesso in modo subdolo, facendoti vergognare di non averne mai sentito parlare: questo meccanismo ha fatto sì che lo abbia letto nel momento sbagliato e senza la maturità necessaria. Ora ho la possibilità di metterlo in relazione con l'attualità e con tante teorie e letture che ho affrontato in seguito, come quella sul rapporto fra l'amore, la guerra e i totalitarismi, che hai giustamente rilevato come uno degli aspetti essenziali del romanzo.

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    1. E' un romanzo che va assimilato, che richiede approfondimento e riflessione. La maturità necessaria, sono perfettamente d'accordo.

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  2. Ricordo ancora quel che provai nel leggere le ultime pagine, le ultime righe. Avevo i brividi.

    Ho avuto riflessioni simili alle tue, una volta finito il libro. Credo abbia cambiato molto il mio modo di pensare, sia consciamente che inconsciamente.

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    1. Devo ammettere che sono tematiche che di solito non predominano nelle mie letture ma mi è piaciuto molto affrontarle, questa volta. Gli spunti di riflessione sono infiniti.
      E si, credo abbia cambiato anche il mio modo di pensare. E' inevitabile.

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  3. libro che ha attirato la mia attenzione sin dalla prima volta che l'ho studiato al liceo, ma purtroppo è stato fatto troppo frettolosamente e mi dispiace che all'università non venga trattato..(studio lingue e letterature!). Leggendo la tua recensione penso proprio che sarà una delle prossime letture che farò, chissà è arrivata la volta buona che lo legga.
    Comunque nuova iscritta, spero passi dal mio blog nato da poco!

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  4. E' stato un libro che ci hanno fatto vivisezionare alle superiori, l'ho adorato letteralmente, mi ha aperto un mondo! L'ho riletto dopo, a Media e Giornalismo, studiandone ovviamente altri aspetti (propaganda e comunicazione). E' un libro che va affrontato almeno un paio di volte, per assimilarne i vari concetti. Complimenti per la scelta della lettura! :)

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    1. Ebbene si, ogni tanto mi immergo anche in letture impegnate.
      Senza esagerare però, eh! ;)

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