Vivo di più, perché vivo più grande

Ed io sono così, futile e sensibile, capace di impulsi violenti e coinvolgenti, buoni e cattivi, nobili e vili, ma mai di un sentimento che perduri, mai di un'emozione che continui e penetri nella sostanza dell'anima. Tutto in me tende poi ad essere un'altra cosa: un'impazienza dell'anima verso se stessa come un bambino inopportuno; un'inquietudine sempre crescente e sempre uguale.Tutto mi interessa e nulla mi prende; fisso le minime contrazioni del viso di colui con cui parlo, colgo le intonazioni millimetriche del suo modo di dire; ma nell'udirlo non lo ascolto, penso ad un'altra cosa, e quello che meno ho colto della conversazione è stata la nozione di ciò che è stato detto, da parte mia o da parte di colui con cui ho parlato. Così, a volte, ripeto a qualcuno ciò che già gli ho ripetuto, gli chiedo di nuovo ciò a cui lui ha già dato una risposta; ma posso descrivere, in quattro parole fotografiche, il sembiante muscolare con cui ha detto ciò che non ricordo, o l'inclinazione di udire con gli occhi con cui ha recepito la narrazione che non ricordavo di avergli fatto. Io sono due, e entrambi distanti, fratelli siamesi non congiunti.
(da Il libro dell'inquietudine di Fernando Pessoa. Feltrinelli, 2012. Traduzione di Antonio Tabucchi)




Commenti

  1. Che meraviglia! Il desassossego di Pessoa per me è stato empatia pura, ma anche malinconia raramente provata prima con altre opere. Lo conservo nella mia libreria con rispetto sacro, ma temo sempre di riaprirlo perché contiene delle verità letali per l'umore, un'inquietudine troppo contagiosa!

    RispondiElimina
  2. mai letto, mi sa che è giunto il momento :-)

    RispondiElimina
  3. E' una lettura molto impegnativa.
    Alcuni passaggi però, tipo questo, sono qualcosa di incantevole.

    RispondiElimina
  4. vedrò di portarmelo in ferie, per ora riesco a leggere veramente poco, non più di un ora al giorno :-(

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ci vuole coraggio a scegliere "Il libro dell'inquietudine" come lettura estiva!
      Io ti consiglierei di optare per un altro titolo, capisco l'abbondanza di tempo ma tra il caldo e l'angoscia di Pessoa credo che tu non ne possa uscire vivo! ;)

      Elimina
    2. ok, allora me lo tengo per il prossimo inverno

      quindi che libro mi consigli?

      Elimina
    3. Domanda da mille dollari! Consigliare un libro così, senza sapere nulla dei tuoi gusti, è un'impresa quasi impossibile. Per l'estate ci vedo bene qualcosa di leggero tipo Momenti di trascurabile felicità di Francesco Piccolo: scorrevole, molto carino. Oppure, tra i libri di nuova pubblicazione, c'è L'ultimo party di Giovanni Robertini, bello anche questo.

      Elimina
    4. io mi nutro di Malvaldi, Corona, Terzani, Allende
      vengo da terre semplici, umili e ho bisogno di favole semplici umili
      Alle volte rido e scherzo (pennac, piccouli) a volte mi perdo in cose più complicate (orwel, socrate)
      senza dimenticare la mia scheggia di follia (kerouac, bukowski)

      Elimina
  5. Dubbio: non è la traduzione di Tabucchi, vero?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non ricordo, ho preso questo passo dagli appunti che avevo.
      Il libro non ce l'ho più.

      Elimina

Posta un commento