I LIBRI E LA CITTÀ – Sfogliando Lisbona

«Lisboa, Lisbon, Lisbonne, Lissabon». Lisbona, dove il mare finisce e la terra continua. Più che una città, Lisbona è un sentimento. Avete mai sentito parlare di saudade?

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LA CITTÀ

Qualche anno fa un gruppo di mille traduttori stabilì che saudade è la settima parola più intraducibile del mondo. La conclusione non deve stupire perché, come scrisse Antonio Tabucchi: «Saudade non è una parola, è una categoria dello spirito». In napoletano c’è un termine non proprio uguale ma molto simile che è “approcundria” ed è per questo che ho capito subito quel che intendeva dire Pedro quando ha provato a spiegarmi la saudade. Pedro è un oste portoghese che ho conosciuto nel quartiere di Alfama quando sono stata ad ascoltare il fado.
Ma è ancora troppo presto e il nostro viaggio è appena cominciato.

IL PERCORSO


Per scoprire i libri di Lisbona ho deciso di partire dal quartiere di Baixa, il cuore commerciale della città. Ho scelto cinque libri che ci accompagneranno nei luoghi più caratteristici. È un percorso letterario ma concreto, che ho provato io stessa, e fattibile in una sola giornata comprendo le piccole distanze a piedi.


I LIBRI

A. RUA DOS DOURADORES
Il libro dell’inquietudine, Fernando Pessoa

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Baixa è il centro commerciale di Lisbona, uno dei quartieri ricostruiti dopo il terremoto del 1755. Comincia dalle rive del fiume Tago e si estende fino all’Avenida da Liberdade. In una traversa secondaria, a Rua dos Douradores, vive e lavora Bernardo Soares, il protagonista del romanzo Il libro dell’inquietudine di Fernando Pessoa. Nessuno ha descritto Lisbona meglio di Pessoa e Pessoa è tutto riversato nella sua inquietudine perciò questo è un libro fondamentale per il nostro viaggio. «Penso che a volte non uscirò mai da questa Rua dos Douradores. E se lo scrivo, mi sembra un’eternità». Bernardo Soares è “un uomo alla finestra”, col pensiero rivolto a «paesi ignoti, o ipotetici, o semplicemente impossibili». Il suo più grande desiderio è fuggire dalla routine che l’opprime ma sa di non avere la forza né il coraggio di essere libero. Sente un affetto profondo per ogni cosa anche se è cosciente del fatto che niente ha significato in senso stretto e queste contraddizioni sono la causa del suo malessere e il motore della sua scrittura. Bernardo Soares è molto vicino all’uomo che era Fernando Pessoa.


B. PRAÇA DO COMÉRCIO

L’anno della morte di Ricardo Reis, José Saramago

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Non troppo lontano da Rua dos Douradores c’è Praça do Comércio. In questa piazza si ergeva il Palazzo Reale Ribeira prima del terremoto. Oggi Praça do Comércio è un quadrato perfetto, poco meno di duecento metri per lato: due gallerie partono alla base dell’Arco di rua Augusta e si affacciano sul Tago. Sulle rive del fiume sono state posizionate le due torri che facevano parte del Palazzo Ribeira e per secoli quel varco ha rappresentato l’ingresso principale della città. A Praça do Comércio torna Ricardo Reis dopo diciassette anni. Ricardo Reis è un eteronimo di Fernando Pessoa, uno dei autori fittizi che lo scrittore inventava scomponendo la sua personalità. «L’origine degli eteronimi», confessò Pessoa, «sta nella mia tendenza organica e costante alla spersonalizzazione e alla simulazione». Álvaro de Campos, Alberto Caeiro, Ricardo Reis: per ognuno di loro Pessoa aveva immaginato una vita intera, una biografia che rendesse loro dignità letteraria e sociale. José Saramago conobbe le poesie firmate da Ricardo Reis per poi scoprire che in realtà stava leggendo Pessoa. Si appassionò così tanto allo scrittore e ai suoi eteronimi che gli venne in mente l’idea per il romanzo L'anno della morte di Ricardo Reis. Fernando Pessoa aveva lasciato Ricardo Reis in Brasile, dov’era espatriato nell’anno della costituzione della repubblica portoghese. Saramago fa tornare Ricardo Reis a Lisbona il 30 dicembre del 1935, un mese dopo la morte di Fernando Pessoa. Lasciate le valigie all’hotel Bragança, Ricardo prende un tram per raggiungere il Cemiterio dos Prazeres dov’è stato sepolto il suo creatore. I tram di Lisbona sono attrazioni turistiche vere e proprie: il numero 28, conosciuto come Eléctrico, è un mezzo dei primi del Novecento che attraversa quasi tutta la città. Ricardo Reis scende al capolinea, raggiunge il cimitero e cerca la tomba di Fernando Pessoa. L’anno della morte di Ricardo Reis è considerato un romanzo storico perché ricostruisce le condizioni di Lisbona alla fine degli anni trenta (con l’approssimarsi della seconda guerra mondiale e il regime dittatoriale di Salazar) ma è anche un esempio di surrealismo perché Ricardo Reis e Fernando Pessoa si confrontano in diversi passaggi del libro, dentro quella finzione così vicina alla realtà che caratterizza buona parte della letteratura portoghese.


C. MOLO DI ALCÂNTARA
Requiem, Antonio Tabucchi

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Ricardo Reis era sbarcato a Lisbona dal molo di Alcântara, un luogo poco distante dal cimitero. Il molo è anche lo scenario di un appuntamento molto importante. Requiem, il libro di Antonio Tabucchi, è più come un sogno a occhi aperti. In portoghese s’intitola Requiem, uma alucinação, ed è una storia d’incontri impossibili. Ancora, come nei libri di Pessoa e nei romanzi di Saramago, tra il reale e l’immaginato c’è un’interstizio, un limbo che accoglie infinite possibilità. È un giorno di luglio, di una Lisbona rovente e deserta, e un uomo (un “io”, l’allucinazione è raccontata in prima persona) sa che alle dodici ha un appuntamento con quel poeta. Tabucchi non si lascia sfuggire il nome ma da alcuni dettagli noi riusciamo a capire che si tratta di Fernando Pessoa. Dagli incontri con amici e persone che non esistono più, l'uomo avrà modo di intendere meglio le cause delle conseguenze che ha vissuto. Requiem è ricco di riferimenti a Lisbona, di luoghi e strade, di cibo, nomi e parole. È il primo e unico romanzo che Antonio Tabucchi ha scritto in portoghese, la lingua che era per lui «un luogo d’affetto e di riflessione». È un omaggio al Portogallo, un Paese a cui sentiva di appartenere da sempre. Dal 2012, le ceneri di Antonio Tabucchi sono al Cemiterio dos Prazeres nella sezione dedicata agli scrittori portoghesi, credo che per sé non immaginasse posto migliore. La tomba di Pessoa, invece, è stata spostata al Mosteiro dos Jerónimos, a Belém.


D. JARDIM ZOOLÓGICO

In culo al mondo, Antonio Lobo Antunes

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Tra gli anni sessanta e settanta, il regime salazarista inviò in Africa migliaia di soldati per contrastare i movimenti di liberazione delle colonie. Antonio Lobo Antunes venne spedito in Angola e da quella esperienza trasse ispirazione per scrivere In culo al mondo. È la storia di un reduce che fa ritorno a Lisbona, incontra una donna in un bar e passa la notte a raccontarle tutto l’orrore che ha vissuto. Era stata una guerra inutile e si era spenta in un’indifferenza dolorosa. Una guerra condotta per principio, senza che nessuno si fosse fermato sulle conseguenze che avrebbe avuto per le giovani reclute. Non c’è pericolo che m’innamori di lei, avverte l’ufficiale in congedo; non è possibile, per chi ha visto quello che ho visto io, credere che esista ancora un’occasione per essere felice. In un’intervista rilasciata al reporter Anthony Bourdain, Antunes ha detto che scrivere non vuol dire dare a lettore quello che pensa di volere ma quello di cui ha bisogno. Ed è con questo approccio che ha scritto il suo monologo: voleva che fosse una testimonianza vera, senza abbellimenti né sfumature. Il libro è respingente tanto è amaro, accentuato dalla nostalgia spesso legata ai ricordi d’infanzia, come i pomeriggi trascorsi allo zoo di Lisbona. Il suo stile è ricco, eccessivo, pieno di virtuosismi, i periodi sono lunghi e complessi e le similitudini non si contano. Ma i pochi spazi di luce che si concede sono molto intensi.
Se fossimo per esempio dei formichieri, lei e io, invece che chiacchierare in quest’angolo di bar, mi adatterei forse meglio al suo silenzio, alle sue mani ferme sul bicchiere, ai suoi occhi di nasello di vetro che galleggiano da qualche parte sulla mia calvizie o sul mio ombelico, forse ci potremmo capire in una complicità di proboscidi inquiete che annusano insieme sul cemento nostalgie di insetti inesistenti; forse ci uniremmo, col favore del buio, in coiti tristi come le notti di Lisbona, quando i nettuni dei laghi si spogliano del fango del loro muschio e portano a spasso per le piazze vuote orbite ansiose e rugginose. Forse, finalmente, lei mi parlerebbe di sé.


E. STAZIONE SANTA APOLÓNIA
Treno di notte per Lisbona, Pascal Mercier


Il protagonista di Treno di notte per Lisbona è Raimund Gregorius, un insegnante svizzero che una mattina salva una donna da un tentativo di suicidio. I due fanno un po’ di strada insieme, lei lo accompagna in classe e poi si allontana dimenticando l’impermeabile. Dal soprabito spunta un libro: Um ourives das palavras (L'orafo delle parole) di uno scrittore lisboneta, e un biglietto per un treno diretto a Lisbona, in partenza tra quindici minuti. Raimund parte e arriva alla stazione di Santa Apolónia. Dal libro di Pascal Mercier è stato tratto un film con un sempre efficace Jeremy Irons. Santa Apolónia si trova ad Alfama, il più antico quartiere di Lisbona. Ad Alfama, nella prima metà dell’Ottocento, nasce il fado.

«Tu pensa a qualcosa che ti ha fatto stare veramente bene. Un abbraccio della nonna, per esempio. Oppure un amico, pensa al tuo migliore amico, pensa a un momento che avete vissuto insieme. Devi essere lì con tutta te stessa. Ci sei? Adesso pensa che lo perderai, che quel momento non tornerà mai più. Sei ancora lì, e sei felice, ma sei anche qui, e sei triste. Questa è la saudade, un posto bellissimo che stai guardando per la prima e ultima volta». Cosa c’entra col fado?, chiedo a Pedro. «Un vero cantante di fado prende tutta quella nostalgia e la mette nella voce, solo così la musica diventa magia». Il fado nacque per colmare le distanze: le donne cantavano pensando agli uomini che erano per mare e gli uomini cantavano dell’amore che avevano lasciato a terra. Per qualcuno, il fado è la risposta portoghese al blues. Pedro invece dice che il fado è una cura per l’anima, un modo di rivivere un momento felice. «Per questo i portoghesi chiudono gli occhi e a volte piangono quando ascoltando il fado. Perché la nostra musica ci riporta a casa».


***
Consigli pratici
Dove mangiare: Maria Catita, Rua Dos Bacalhoeiros, 30-a (personale giovane e cortese, prezzi nella media, cibo ottimo).
Dove ascoltare il fadoA Viela do Fado, Rua Dos Remédios, 111 (Locale a conduzione familiare e la famiglia è quella di Pedro. Sua madre è la cuoca, sua figlia è la cantante e lui è il barman. «If you listen to fado but you don’t feel nothing, say it to me. I give you my drinks and all the love in the world».

Alla scoperta di Lisbona con le guide letterarie 
Gli scrittori che ti ho raccontato hanno amato così tanto Lisbona che hanno scritto delle vere guide turistiche. Seguirle è un piacere, ed è anche un modo alternativo di scoprire la città. Te ne suggerisco tre:
Lisboa, quello che il turista deve vedere di Fernando Pessoa;
Lisbona di José Saramago;
A Lisbona con Antonio Tabucchi (Lorenzo Pini costruisce una mappa a partire dai luoghi dei romanzi di Antonio Tabucchi).

Libri citati
Il libro dell’inquietudine, Fernando Pessoa. Feltrinelli, 2012. Traduzione di Antonio Tabucchi.
L’anno della morte di Ricardo Reis, José Saramago. Feltrinelli, 2010. Traduzione di Rita Desti.
Requiem, Antonio Tabucchi. Feltrinelli, 1994. Traduzione di Sergio Vecchio.
In culo al mondo, Antonio Lobo Antunes, Feltrinelli, 2014. Traduzione di Maria Josè de Lancastre.
Treno di notte per Lisbona, Pascal Mercier. Mondadori, 2008. Traduzione di Elena Broseghini.

Commenti

  1. Post bellissimo ma, in questo caso, forse, non faccio testo. Il libro dell'inquietudine è stato per anni sul mio comodino; mi piaceva aprirlo a caso, la sera, e leggere un pezzetto prima di addormentarmi. Non ho letto gli ultimi due libri citati: stavo per prendere Treno di notte per Lisbona ma un'amica me lo sconsigliò. Amica che si è trasferita in Portogallo (non a Lisbona) e io ne comprendo la scelta.

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    1. Ti ho pensata tanto quando ero lì. Dai post che hai scritto sul blog traspare tutto il tuo affetto per Lisbona. Quando mi trovavo da qualche parte mi veniva in mente: «Ehi, questo Barbara me l'aveva detto!" (e grazie ai tuoi consigli ho mangiato benissimo!)

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  2. È una vita che sogno di visitare il Portogallo e Lisbona in particolare, spero di riuscire ad andare prima o poi.
    Però ci sono stata via-letteratura già due volte: con Il libro dell'inquietudine (mio libro-feticcio della fase fine liceo/inizio università, ha un grande valore affettivo per me) e con l'incantevole Sostiene Pereira.
    È già qualcosa ;)

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    1. Più di qualcosa! Però almeno Saramago merita il recupero ;)

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  3. Quanti libri interessanti da leggere per scoprire Lisbona e per prepararsi ad un viaggio! Devo riprendere Tabucchi (lo conosco solo per Sostiene Pereira) e Saramago, oltre che decidermi a leggere Il libro dell'inquietudine... spero che questi buoni propositi si traducano in un percorso da ricercare poi in un viaggio portoghese! :)

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