I racconti giovani di J.D. Salinger

Nel 1940 un giovanissimo J. D. Salinger pubblica sulla rivista Story il racconto The young folks. È la sua prima prova come scrittore, il passo iniziale di un percorso che lo porterà verso il suo più grande successo: The catcher in the rye (1951). Seguiranno Nine stories (1953), Frannie and Zooey (1961), Raise high the roof beam, Carpenters and Seymour. An introduction (1963) e alcuni scritti pubblicati su diverse riviste. Nel 1953 Salinger decide che di popolarità ne ha avuta fin troppa: si trasferisce a Cornish, un paese nello stato del New Hampshire, e si ritira a vita privata fino alla sua morte, nel 2010. Nel 1965, sul New Yorker, appare il suo ultimo racconto, Hapworth 16, 1924: un testo, scritto in forma epistolare, che il piccolo Seymour Glass, uno dei personaggi più celebri dello scrittore, indirizza ai genitori dal campo estivo in cui si trova a passare le vacanze. Da allora, Salinger non si è mai più concesso al pubblico, se non in qualche in fugace intervista. 
«Il desiderio che uno scrittore ha di anonimato-oscurità è la seconda dote più importante che gli sia stata affidata»
Dalla seconda metà degli anni sessanta, Salinger non pubblica alcun libro, sebbene continui a scrivere, ma lascia precise disposizioni sul materiale che produce in quel periodo: le sue opere potranno essere diffuse a partire dal 2060, a cinquant'anni dalla sua morte. Tuttavia, nel novembre del 2013, sono comparsi in rete tre racconti inediti: The Ocean Full of Bowling Balls, Paula e Birthday Boy. I racconti, pubblicati illegalmente, sono stati autenticati dallo studioso Kenneth Slawenski.

Tralasciando ogni sorta di diatriba etica e morale, gli estimatori del padre letterario di Holden Caulfield dovranno attendere ancora qualche anno prima di leggere un nuovo romanzo salingeriano ma potranno ingannare l'attesa recuperando la nuova traduzione di Matteo Colombo de Il giovane Holden oppure seguire a ritroso il percorso dell'autore e leggere I giovani. Tre racconti: una raccolta, edita il Saggiatore, tradotta da Delfina Vezzoli.
«Mi occupo di narrativa, non saprei come meglio definire il mio lavoro. Seguo i miei personaggi nella loro naturale evoluzione. È quello il mio punto di partenza».
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I racconti che compongono l'antologia sono stati pubblicati tra il 1940 e il 1944 e sono: I giovani, Va' da Eddie (Go see Eddy) e Una volta a settimana (Ones a week wont' kill you). Tre brani che assomigliano a piccoli cantieri, giacimenti nei quali Salinger semina tutti quei temi che coltiverà negli anni a seguire: il rigetto della società borghese, perbenista e convenzionale, il conseguenziale estraniamento di giovani personaggi che non riescono, o non provano, ad adeguarsi, e la guerra, come ulteriore causa (e effetto) di una condizione psicologica già precaria. È un Salinger acerbo, nell'età e nella scritturama nel quale già riusciamo a scorgere un barlume di quello che sarà il suo stile. Nei dialoghi, più che nelle trame, si condensa il talento dello scrittore americano, e da questi racconti possiamo trarne una prima, breve, testimonianza: boriosi e arroganti un momento prima, cedevoli e fragili l'attimo dopo, gli uomini e le donne di Salinger si nascondono dietro scambi di battute spiazzanti, per poi svelarsi in tutta la loro umanità. 

Un piccolo reperto, secondo me, che i cultori di J.D. Salinger non dovrebbero lasciarsi sfuggire.



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I giovani. Tre racconti, J. D. Salinger. Il Saggiatore, 2015. Traduzione di Delfina Vezzoli.

Commenti

  1. Salinger... All'epoca non avevo apprezzato molto Il giovane Holden, ma credo che ora mi potrebbe piacere.
    Vedremo con questi racconti, dai.

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    1. Il Salinger dei racconti io l'ho apprezzato di più del Salinger nella segale.

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