American Dust di Richard Brautigan

A dispetto del tragico episodio narrato nel libro, del quale cercherò di svelarvi il meno possibile, le pagine  di American Dust racchiudono un intenso concetto d'amicizia. Vi riporterò alcuni brani del libro in modo che possiate partecipare attivamente alla mia digressione sul tema. Solo se riuscirete a capire il rapporto tra i due personaggi potrete comprendere la necessità del protagonista di raccontare la sua storia prima che il vento porti via tutto

Due bambini, all'apparenza completamente diversi: David è un alunno brillante, un atleta impareggiabile, un figlio rispettoso, bello, bellissimo, mentre il nostro protagonista è più giovane di due anni, meno ricco, meno popolare, meno perfetto. 
David aveva due anni più di me ed era il mio amico segreto. [...] 
Io e David facevamo un sacco di cose, ma sempre noi due soli. Io non ero ammesso al suo gruppo sociale. Non mi invitava mai ad andarlo a trovare, né alle feste che organizzava. [...] Io avevo un ruolo nascosto nella sua vita. Gli piacevano i percorsi tortuosi della mia mente. Con me riusciva a parlare di cose che non riusciva a raccontare a nessun altro. 
Cos'hanno in comune? Nulla. 
Cosa li lega? La cosa più effimera che un uomo possa concepire: i sogni. 
Mi confidò che non era poi così fiducioso e sicuro di sé come pensavano tutti e che a volte era terrorizzato da qualcosa che non riusciva ad identificare.
— Ho paura, ma non capisco di cosa — mi disse una volta.
— La sento continuamente. A volte arrivo quasi a capire di cosa si tratta, ma poi, quando sono sul punto di vederla, quella cosa scompare e io resto lì, imbambolato, a chiedermi cos'era.
— Ieri notte l'ho sognata — disse. 
— Sei riuscito a vederla? — gli chiesi. 
— No, stavo quasi per vederla, ma poi quella maledetta cosa è scomparsa e mi sono svegliato tutto scombussolato e triste. È tutta la settimana che la sogno — disse — Vorrei riuscire a vederla almeno una volta. Non chiedo altro.
Quella del sogno sembra una dimensione così inconsistente, quasi trascurabile, eppure non riesco a pensare a qualcosa di più personale, di più privato, che un uomo (un bambino) possa scegliere di condividere con un'altra persona. Ripartire il proprio spazio, dividere il proprio tempo, non è poi così difficile. 
Forse la nostra amicizia si fondava sul fatto che poteva raccontarmi sempre i suoi sogni, visto che me ne parlava di continuo. Erano il nostro principale argomento di conversazione ed era sempre lui a cominciare. Ci pensai mentre pedalavamo. Ci conoscevamo da luglio e senz'altro ne avevo sentite un bel po' sui suoi sogni, specialmente sull'incubo che non riusciva a vedere. [...] Non capita spesso che un'amicizia si basi unicamente su una persona che racconta a un'altra i propri sogni, eppure quello era l'ingrediente principale della nostra amicizia e in particolare quel sogno che lo frustrava così tanto, quella cosa che lo spaventava, quella cosa che riusciva quasi a vedere ma non proprio. 
David si porta ancora oltre: supera la dimensione spensierata del sogno per condividere una parte ancor più intima di sé. L'incubo che non riusciva a vedere. La paura. David regala la sua debolezza. Chi è disposto a fare questo? Quale gesto più profondo può essere posto alla base di un rapporto d'amicizia? È un atto di fiducia totale. Di fede, sublimando il termine. 

Il bambino, diventato uomo, ripercorre insieme al lettore tutta propria la vita per arrivare a descrivere quel giorno, ma arricchisce la narrazione con così tanti elementi che sembra non volerci arrivare mai; barriere inconsce fatte di sensi di colpa, costruite con pudore, celate dietro un velo di sapiente ironia. A voler rimandare più possibile il momento, quasi che così possa non succedere più.
Vorrei che invece di proiettili mi fosse venuta voglia di hamburger. C'era un ristorante proprio di fianco all'armeria. Facevano degli ottimi hamburger, ma non avevo fame. Per il resto della mia vita penserò a quell'hamburger.


american-dust-Brautigan-libro-cover
Richard Brautigan 
American dust
Traduzione di Enrico Monti
ISBN Edizioni
2012
pp. 128
ISBN 9788876383243



Bonus track 
Un giorno l'insegnante mi chiede di restare dopo le lezioni. La quantità inaspettatamente alta delle mie letture sta cominciando ad ossessionarla. 
— Tu leggi molto — dice l'insegnante. — Perché? 
— Mi piace leggere — dico. 
— Non basta — dice l'insegnante e le brillano gli occhi. 
Questa storia comincia a piacermi sempre meno. 
— Ho parlato con tua madre. Anche lei mi ha detto la stessa cosa — dice l'insegnante. —Tu però non ti aspetterai che io ci creda, vero?
Avevo già avuto in passato degli insegnanti che imponevano una disciplina ferrea, che non ci avrebbero certo pensato due volte prima di sculacciare un alunno, ma questa stava diventando pericolosa proprio sotto i miei occhi. 
— Che cosa ho fatto di male? — chiedo. — Mi piace leggere e basta. 
— Questo è quello che pensi tu! — strilla l'insegnante, abbastanza forte da richiamare l'attenzione del preside, che viene prenderla e la porta nel suo ufficio in preda a singhiozzi isterici. Dopo un periodo di convalescenza, un mese di malattia, riposo assoluto, l'insegnante fu trasferita in un'altra scuola.


Commenti

  1. Impareggiabile la citazione finale. Impareggiabile e irritante, perché per un attimo mi ha spaventata a morte. Un'insegnante che diventa pericolosa per un bambino amante della lettura...è l'incubo di ogni lettore, credo.
    In quanto al concetto di amicizia che esponi in questo libro molto, molto appetibile, è davvero...originale, e intimo. Spesso, le amicizie assomigliano a rapporti di servitù, con una personalità dominante che se ne sceglie una remissiva che lo adori e giustifichi la sua esistenza. Oppure sono cuscinetti, per cui uno dei due riversa sull'altro i propri problemi, in cerca di pubblico, e lo usa per misurare se stesso. I sogni come fondamenta dell'amicizia sono un terreno fertile e delicato allo stesso tempo. Ora devo leggere il libro, per capire che amicizia si è sviluppata...

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    1. Carino il pezzo sulla lettura, vero? In realtà acquista molto più valore se "incastonato" nel contesto, però mi piaceva l'idea di farvelo leggere.
      Anch'io penso che i sogni si posino su un terreno molto delicato ed è proprio per questo che decidere di riporli in un'altra persona è un gesto doppiamente importante.

      ps: inizio a sentirmi leggermente responsabile dell'allungamento spropositato della tua wish list!

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    2. Non preoccuparti: è una responsabilità che condividi in parti uguali con la mia dipendenza, e con diversi altri lettori furiosi e book blogger che sono colpevoli di leggere libri troppo attrattivi e interessanti. :-D

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  2. Con Brautigan in passato avevo avuto un incontro spiacevole (avevo comprato e letto La casa dei libri pensando si trattasse di qualcosa di carino su libri e lettori per poi scoprire che il vero titolo era Abortion e non ti dico quanto mi incavolai con la marcos y marcos. Ho evitato quelle Ce per anni, solo ora la sto di nuovo apprezzando). Comunque - chi tiene a freno le mie divagazioni? - avevo evitato casa editrice e ovviamente autore, mostrando indifferenza per qualsiasi titolo.
    Ma tu metti sti spezzoni, io me li leggo pure... guaio fatto.
    Brautigan diventerà un tarlo nella mia testa finché non vado in libreria e non mi compro sto libro!

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    1. 1. Io adoro le divagazioni (tant'è che, per coerenza, ho creato la rubrica "Divagazioni d'autore") quindi... divaga pure;
      2. Sono felice di aver creato il tarlo, anzi salutamelo tanto;
      3. Avevo aggiunto La casa dei libri in lista perché me ne ero fatta un'idea uguale alla tua. Depenno subito!

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  3. Gli estratti che hai inserito mi ispirano molto. L'amicizia è un tema molto, molto difficile da raccontare e non mi dispiacerebbe leggere un libro riguardante un'amicizia così particolare.

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  4. Sai che non lo so se questo puó essere considerato un libro sull'amicizia? Peró é cosí che io l'ho vissuto! :)

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