Tu più di chiunque altro. Miranda July e il temperamento artistico

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Quando uno comincia a definire artista un individuo dotato di temperamento artistico, nascono i più penosi malintesi. I tipi dotati di temperamento artistico cominciano sempre con l'arte, proprio nel momento in cui l'artista ha l'impressione di trovare finalmente un po' di riposo. Il più delle volte colpiscono esattamente il nervo, in quei due, tre, cinque minuti in cui l'artista dimentica l'arte; il tipo con sensibilità artistica comincia con van Gogh, Kafka, Chaplin o Beckett. In quei momenti penso realmente al suicidio; quando io comincio a pensare soltanto alla cosa che faccio con Maria, o a un bicchiere di birra, a foglie che cadono in autunno, al Mensh-argere-dich-nicht o a qualcosa di assolutamente sciocco e banale, magari sentimentale, subito c'è qualche Fredebeul o Sommerwild che comincia con l'arte. Esattamente nell'attimo in cui io raggiungo la sensazione straordinariamente eccitante di essere del tutto normale, borghesemente, banalmente normale come Karl Edmods, Fredebeul o Sommerwild cominciano a parlare di Claudel o di Jonesco. 
Ho segnato questo passaggio mentre leggevo Opinioni di un clown. Mi è sembrato interessante anche se sul momento non avevo inteso proprio bene che cosa volesse dire. Solo: una persona che ha temperamento artistico, una sensibilità d'artista, non è per forza un artista. Una differenza sottilissima. Poi ho letto i racconti di Miranda July, quelli della raccolta che s'intitola Tu più di chiunque altro, e la citazione di Heinrich Böll è diventata qualcosa di un po' più concreto.

Miranda July è scrittrice, musicista, regista e attrice. Nel 1998 ha creato la sua prima performance multimediale e nel 2014 ha lanciato Somebody, un'app basata su un sistema che unisce tre utenti: un mittente, un destinatario e un ambasciatore; il terzo, trovandosi nelle vicinanze del secondo, comunica a voce le parole scritte dal primo, con un tono più giusto e, secondo necessità, un po' più coraggioso. Un'altra cosa, che riguarda la promozione dei suoi libri: se cliccate qui verrete indirizzati al sito che Miranda July ha creato per la raccolta No one belongs here more than you, quella di cui vi sto parlando. Vedrete il piano cottura sul quale Miranda, con un pennarello nero di quelli grossi, scrive, cancella e riscrive. Fa un po' d'intrattenimento prima di arrivare al punto del discorso, che è il più comune buy here. È un'idea molto semplice ma originale, che – contravvenendo ai normali standard pubblicitari – diventa ancora più efficace, una vera strategia di direct marketing 2.0.

Ora, tutto questo è sbagliato? Dipende.

C'è una storia molto bella in questa raccolta, la storia di una ragazza che ama il suo vicino di casa, che però è fidanzato con un'altra. Non è proprio amore, è più un'infatuazione, l'idea di un innamoramento, secondo me. Il titolo è La veranda in comune. I due sono seduti insieme, sulla veranda, e parlano del loro lavoro. Ad un certo punto lui cade in avanti, ha un attacco epilettico. Lei lo guarda, si avvicina e si addormenta. Mentre dorme sogna di loro due insieme. Il sonno, più precisamente l'atto di addormentarsi, è un espediente narrativo che hanno utilizzato diversi autori. Mi è venuto in mente Salinger che fa addormentare il sergente X sulla lettera della piccola Esmé. «Finalmente si addormenta». O, prima ancora, il Santiago di Hemingway, che sul finire del racconto «si addormentò e sognò l'Africa». È un atto di abbandono totale, di fidarsi e affidarsi: a qualcuno, a qualcosa, a quello che succederà. Una specie di riconfigurazione col mondo. Questo racconto mi è piaciuto moltissimo.

Però, al di là di qualche eccezione come questa, l'impressione è che ogni storia assomigli un po' a una performance. È come se Miranda strizzasse l'occhio, come se ammiccasse di più in alcuni passaggi. Miranda July è senza dubbio una persona con una forte sensibilità artistica, che riversa il suo estro in ogni cosa che fa. In un'intervista rilasciata nel 2015 al New York times, ammette di esser solita lavorare su più pieces allo stesso tempo, «so the whole time I was writing this book, I was also working on this performance». Tu più di chiunque altro raccoglie i racconti pubblicati su Harper's Magazine e sul New Yorker negli ultimi anni. Racconti più o meno riusciti, che per me vuol dire più o meno raggiungibili. È tutta una questione di ponti, di comunicazione più che di espressione. E questo discorso vale sempre, ma per i racconti vale ancora di più.



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Tu più di chiunque altro, Miranda July. Feltrinelli, 2009. Traduzione di Delfina Vezzoli.

Commenti

  1. Per me lei deve tornare a far film, film indipendenti, con personaggi strambi e adorabili.

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    1. Sì, secondo me sì. Non l'ho seguita molto come attrice ma credo funzioni di più.

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