Un piacere straziante

Non c'era nulla che Jamie potesse fare o dire a cui io non rispondessi con una reazione sproporzionata, compresa la sua casuale chiacchierata telefonica con Billy. Ero costantemente instabile. Non c'era riposo. Era come se vedessi una ragazza per la prima volta. O per l'ultima. Accerchiato da ogni parte, in un modo o nell'altro.
*** 
LUI   Sono stato per molti anni senza la compagnia di una donna e di tutto ciò che l'accompagna. Questo è un colpo di scena sorprendente e non necessariamente nel mio interesse. Qualcuno ha scritto «Un grande amore arrivato troppo tardi è fonte di infiniti malintesi».
LEI   Un grande amore? Può spiegarsi meglio, per piacere?
LUI   È una malattia. È una febbre. È una specie di ipnosi. Posso spiegarlo solo dicendo che voglio stare solo con lei in una stanza. Voglio trovarmi sotto il suo incantesimo.
LEI   Be', mi fa piacere. Mi fa piacere che lei abbia ciò che vuole. È una buona cosa.
LUI   È straziante.
LEI   Perché?
LUI  Cosa pensa? Lei è una scrittrice. Vuole fare la scrittrice. Perché un uomo di settantun anni dovrebbe trovarlo straziante?
LEI   (con delicatezza) Perché lei ha di nuovo tutto questo sentimento e non può fare il passo successivo.
LUI   Esatto.
LEI   Ma questo le fa piacere, no?
*** 
Me ne andai senza avere il coraggio di toccarla. Senza avere il coraggio di toccarle il viso, anche se era stato alla mia portata per tutto il tempo in cui avevo fatto quella che lei chiamava la mia requisitoria. Senza avere il coraggio di toccare i capelli lunghi che erano alla mia portata. Senza avere il coraggio di metterle una mano sulla vita. Senza avere il coraggio di dire che ci eravamo già incontrati. Senza avere il coraggio di dire le parole che un uomo mutilato come me potrebbe dire a una donna desiderabile di quarant'anni più giovane di lui senza coprirsi di vergogna perché è vinto dalla tentazione di un godimento che non può provare e di un piacere che è morto.

(da Il fantasma esce di scena* di Philip Roth. Einaudi, 2010. Traduz. Vincenzo Mantovani. pp. 103-112)
* Le citazioni così riportate non rispettano l'ordine d'apparizione del libro.

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