Hannah Coulter di Wendell Berry

Ero entrata inconsapevolmente a far parte di ciò che Burley avrebbe chiamato la "comunità" della mia vita. Ero diventata un membro della comunità di Port William. Port William in tutta la sua realtà e il suo mistero, in tutte le sue luci e le sue ombre, con il suo nome che costituisce esso stesso un enigma. Per quale ragione costruire mai un villaggio sulla cima o comunque sul fianco di una collina, a mezzo miglio dal fiume, dandogli il nome di "porto"?
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Port William / Map of the town - Source: wendellberrybooks.com
Gli abitanti di Port William si sono sentiti ripetere quella domanda all'infinito e alla fine ci hanno fatto il callo. Ben Feltner, il nonno di Virgil, dava sempre la stessa risposta: "Quando hanno costruito Port William non sapevano esattamente dove sarebbe passato il fiume". Intendeva dire, credo, che Port William era sempre esistita, e che magari sarebbe sempre esistita. Penso proprio di sì. Qualcuno potrebbe sostenere che Port William non è mai rimasta per due minuti di seguito uguale a se stessa. Ma io penso che sia sempre esistita e che esisterà sempre. È un luogo immortale.
L'altro giorno cercavo di spiegare a mia madre questa sorta di malinconia che mi prende ogni volta che un posto (una casa, una strada) diventa parte della mia storia. Io la chiamo "la malinconia dei luoghi". Lei storce il naso, vorrebbe che i suoi figli fossero sempre felici, coi sorrisi rivolti al futuro e liberi da ogni male. Io le dico che la malinconia di cui parlo non è tristezza, ma è qualcosa di più caldo, di bello. Più un tepore, che scivola denso.

Quand'ero piccola vivevo a molti chilometri di distanza da dove sono adesso. Era quella la mia casa, e la considero ancora un po' così, un pezzo importante di quel puzzle che è la mia vita. Ricordo che l'ultimo giorno, prima di partire non volevo andar via. Ero riuscita a conquistare il mio posto. Mi sentivo come Hannah, dentro la comunità, e di lì a poco avrei dovuto cominciare a costruirmi da capo, di nuovo, da un'altra parte. Ho corso giù per le scale e sono scappata. Sapevo che sarei dovuta tornare indietro, prima o poi, ma volevo trovare una soluzione. E allora ho pensato che se non avessi potuto restare io in quel luogo avrei potuto portare il luogo con me. Ho passato in rassegna ogni albero, ogni pietra: osservavo ogni più piccolo granello di terra per un paio di secondi, per tenerlo dentro di me. Trattenevo il fiato, per essere sicura che non fuggisse. Ma più mi guardavo intorno, più sentivo che in quel momento, quando ero ancora lì, stavo già perdendo tutto. I dettagli da memorizzare erano troppi, e troppo complessi: solo un fiore era stelo, petali e foglie. E ce n'erano mille, di fiori, mille di ogni cosa. Il fiore mi scivolava via. Tutto mi scivolava via. Ricominciavo: tre secondi, cinque, e di nuovo i pini, e il campo di calcio, la chiesa, era tutto ancora con me.

hannah-coulter-wendell-berry-lindau-scratchbookPort William, per Hannah Coulter, è stato un approdo di salvezza. La comunità è diventata un sostegno silente e saldo, in un tempo rischiarato da lampi di gioia e nuvole di dolore. Port William ha accolto Hannah la prima volta, quando fu costretta a lasciare la sua casa e suo padre. L'ha sorretta, quando Virgil Feltner, quel marito che aveva appena imparato a conoscere, partì per la guerra senza più tornare. La comunità di Wendell Berry ha pianto con lei, patendo della sua stessa pena. «Fu l'amore, la gentilezza a tenerci insieme. Soffrivamo di ciò che ci teneva in vita». Port William ha regalato ad Hannah un nuovo inizio, Nathan Coulter, per dimostrarle che vivere una seconda volta non è solo possibile, ma necessario. Che si torna ad amare perché i corpi vengono richiamati dalla luce, e non c'è colpa in questo: non è una scelta, ma un riflesso incondizionato, dovuto alla nostra stessa esistenza. Che sono i vivi ad avere ancora e più bisogno di noi. Port William è Hannah Coulter tanto quanto Hannah Coulter è stata parte di Port William. È che un luogo diventa un'immagine così chiara di tutto ciò che hai vissuto che inizia ad assomigliarti, a vestirsi delle tue sembianze, e non c'è niente che ti rappresenti così. E non riesci più a distinguere quando finisce lui, quando finisci tu.
Mentre scrivevo a Virgil nella sua assenza e nella sua lontananza parlandogli di Port William, capii che neppure la storia di un luogo tanto piccolo può essere mai raccontata per intero o conclusa. È una storia eterna, sempre qui e ora, che non ha mai fine.


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Hannah Coulter, Wendell Berry. Edizioni Lindau, 2015. Traduzione di Vincenzo Perna.

Commenti

  1. Sapevo che questo libro ti sarebbe piaciuto...e poi su quella che tu definisci "malinconia dei luoghi" si potrebbe davvero aprire un capitolo a parte. Conosco bene anch'io questa sensazione che però nel mio caso associo più alla "memoria dei luoghi"... ;)

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    1. Mi fa piacere che tu l'abbia compreso. Anzi, ho notato che questo sentimento è più comune di quel che credevo.

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  2. Molto bella anche l'introduzione alla recensione, così intrisa di vita vissuta. Mi smuovi sempre dentro qualcosa con le tue riflessioni, ogni volta che ti leggo.

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    1. Io non posso che continuare a ringraziarti, così, in modo maldestro e con un po' di imbarazzo. La tua opinione è molto importante.

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  3. "La saudade è la presenza dell'assenza...": forse era una poesia, ma non ricordo molto bene.
    Mi mancavano queste tue recensioni - diario... :)

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    1. Grazie amica dal nome impronunciabile!

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  4. Mi piace che hai dato rilievo ad un luogo importante, chiave di lettura di tanti aspetti del libro.
    Aspettavo la tua recensione.

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    1. Ti ringrazio. In effetti è interessante vedere come ogni lettore trae il "suo" dalla stessa storia, e da lì si creano mille prospettive.

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  5. Grazie per il passaggio sul blog. Come te sono un grande amante di DFW ma è un trance piacere ritrovare anche Wendel Berry perché è un grande scrittore. Tra l'altro proprio oggi ho cominciato a leggere il romanzo di un altro statunitense poco noto "Benedizione" di Kent Haruf.

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    1. Grazie a te. Quel titolo - quello di Haruf - incuriosisce molto anche me. In giro ne parlano bene, ma sto aspettando di andare in libreria per poterlo sfogliare un po'.

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