In proporzione al frastuono e alla frenesia del mondo

Stavo sfogliando Poesia e Vita di Goethe, quando mi venne sotto gli occhi la frase seguente: "Questo disgusto della vita ha cause tanto fisiche quanto morali...". Fui sufficientemente stimolato per continuare a leggere. "Ogni comodità della vita si fonda sul regolare accadimento di fenomeni esterni. I mutamenti del giorno e della notte, delle stagioni, dei fiori e dei frutti, e ogni altro piacere ricorrente che ci vien dato, onde si possa e debba goderne, sono le molle principali della nostra vita terrena. Più siamo sensibili a queste gioie e più siamo felici; ma se questi fenomeni mutevoli ci si offrono e noi non ci badiamo, se siamo indifferenti a sì lusinghiere sollecitazioni, allora sopravviene il più abietto male, il morbo più sozzo: consideriamo la vita come un intollerabile fardello. Si narra di un inglese che s'impiccò per non dover più vestirsi e spogliarsi ogni giorno." Continuai a leggere con insolita commozione.
Il titolo che Goethe aveva dato alla pagina seguente era "Stanchezza della vita". Esattamente. Radix malorum è il tedio della vita. Quindi la frase: "Non c'è cosa che provochi questa stanchezza più della ricorrente passione d'amore". Profondamente deluso, deposi il libro. Tuttavia, non potei fare a meno di vedere come diversamente ciò m'avrebbe colpito un anno fa e quanto fossi mutato. Allora, avrei potuto trovare tutto ciò esatto, ma non particolarmente degno di nota. Avrei potuto essere divertito da quell'inglese, ma non commosso. Il suo tedio, però, relegava nell'ombra quella "passione d'amore" e subito egli prese posto ai miei occhi accanto a quell'assassino Bernardine in Occhio per Occhio, il cui disprezzo per la vita eguagliava il suo disprezzo per la morte, onde non voleva uscir dalla cella per subir sentenza capitale. Sentirmi così attratto da quei due era la prova di quanto fossi cambiato.
(da L'uomo in bilico di Saul Bellow. Mondadori, 1986. Traduzione di Giorgio Monicelli)



Commenti

  1. Già solo perché cita Goethe guadagna punti.
    Anche se è americano.

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    1. Che è come dire: "Fratello, nonostante tutto, io ti perdono".

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