Un caffè con: Jorge Luis Borges

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Jorge Luis Borges (Buenos Aires, 24 agosto 1899 – Ginevra, 14 giugno 1986)

Ti offro strade difficili, 
tramonti disperati 
la luna di squallide periferie. 
Ti offro le amarezze di un uomo 
che ha guardato a lungo 
la triste luna. 
Ti offro quel nocciolo di me stesso 
che ho conservato, in qualche modo 
il centro del cuore che 
non tratta con le parole,
né coi sogni 
e non è toccato dal tempo, 
dalla gioia, dalle avversità. 
Ti posso dare la mia tristezza, 
la mia oscurità, la fame del mio cuore.
Cerco di corromperti con l’incertezza, 
il pericolo, la sconfitta.

(Con cosa posso trattenerti, 1934)

Commenti

  1. Non sono un'amante della poesia, il più delle volte non la capisco o non mi trasmette nulla se non noia, è un mio limite purtroppo. Eppure queste parole di Borges mi emozionano moltissimo, grazie di avermele fatte conoscere :)

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    1. Se ci fai caso nessuno (me compresa) dice "mi piace la poesia". Forse perché quello è il genere che abbiamo studiato a scuola, perché vagamente ci ricorda un qualcosa di fastidioso, di imposto, o semplicemente perché abbiamo bisogno di più parole per comprendere un'emozione. In ogni caso, attraverso questa rubrica, io non voglio provare a convincermi/ci che "la poesia è bella" ma soltanto che, molto spesso, alcune parole, poche, messe al posto giusto, possono diventare più esplosive di un intero capitolo di chiacchiere. Poi c'è da scavare, questo sì. Sono sempre a caccia di perle rare, tipo questa.

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