Gruppo di lettura a tema: il senso del tempo

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Scena tratta dall'episodio Tempo di leggere, Ai confini della realtà - Fonte

Un'incursione fugace in queste lande assopite.  
L'estate mi soffia sul cuore fiori d'arancio e rose di zucchero. E tulle, tulle come se non ci fosse un domani. Come se il destino dell'umanità fosse legato alla quantità di stoffa che riesco a digerire. Per l'umanità, tulle! Ma tengo fede ai miei impegni, per quanto possibile, e oggi mi trovo a dover parlare proprio del tempo. Del tempo che manca, che fugge, del tempo inquieto. Quante accezioni di tempo riusciamo a individuare? Quant'è, il tempo? Come lo concepiamo? Lo teniamo, il tempo? Oppure abbiamo solo l'illusione di poter stabilire il quando di ogni cosa?

Il tempo è stato l'argomento sul quale abbiamo basato l'ultimo gruppo di lettura. Lettura scratchmade, che è sinonimo libertà e improvvisazione. È che a noi, a intervalli irregolari, prende una gran voglia di leggere insieme - non sappiamo cosa e quando, ancora meno sappiamo come - e ci ritroviamo lì, a tirar fuori scuse e appigli per iniziare un nuovo libro. In questo caso abbiamo stabilito, tramite un sondaggio, che il tema della lettura fosse il tempo e abbiamo scelto un libro che ne rispecchiasse il senso in base alle nostre esperienze/credenze/attitudini. Ognuno un libro diverso. L'obiettivo di questa lettura condivisa era quello di raggruppare le varie prospettive di tempo per scoprire come uno stesso concetto si presta a diverse interpretazioni. Ecco perché, per evitare di influenzarci l'un l'altro, abbiamo deciso di non rivelare i nostri titoli prima che il gruppo di lettura fosse terminato. Adesso, mentre scrivo, i miei colleghi scopriranno insieme a voi il testo che ho scelto di affrontare per descrivere il mio tempo.

Il mio è un tempo che non c'è. Quando ne vorrei ancora, quando vorrei prenderlo a piene mani e metterlo da parte. Quando sta per scadere, io mi rendo conto che il tempo esiste, e questo è il motivo che mi ha spinto a leggere L'ultimo giorno di un condannato a morte di Victor Hugo. La trama è nel titolo, in quel giorno, che è l'ultimo, di una persona che sa di dover morire. Non sa esattamente quando, ma sa che è questione di poco, questione di tempo, e cesserà di esistere. Il protagonista pensa a sua figlia, che è troppo piccola e ancora non ha imparato a conoscerlo. Come potrà saziarsi della mia mancanza con un'immagine di me che non è ancora completa? Soprattutto, cosa resterà di me, se non riesco ad attecchire in lei? È questo che più fa paura, al di là della morte stessa: pensare di non essere più, per sempre

Il mio è un tempo già trascorso, in cui tutto è quasi compiuto. Ma qualcosa si può fare, ancora qualcosa. L'ultimo giorno è il tempo che ti resta per essere ancora te stesso, il te stesso che tutti riconoscono in te. Io ci credo, quando mi sveglio dalla parte giusta del letto.

Come sempre, è stato un piacere leggere insieme a voi.



Commenti

  1. Bellissimo tema, sono curiosa di leggerne tutte le sfaccettature attraverso le vostre recensioni. Fra l'altro ho appena comprato L'ultimo giorno di un condannato a morte e sono particolarmente curiosa, adesso, di calarmi nella psospettiva temporale della storia...

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  2. Dunque. . Tempo al tempo. ..e via a commentare sul NOSTRO tema del tempo.. ritrovato nel libro scelto per questo gdl originale e imprevisto...nello scorcio di agosto
    simonetta

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  3. Ottima scelta, anche se non l'ho ancora letto è nella mia wishlist e sono sicura che mi piacerà. Anche per me è stato un piacere leggere con voi. Devo dire che l'idea di leggere ognuno un libro diverso è stata proprio carina! ;D

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  4. Bellissima iniziativa! Aspettiamo allora...

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  5. Il commento al libro da me scelto per questa "tornata" di lettura condivisa - Le notti bianche- lo trovate sul blog Il mio mindo della lettura blogspot e nella apposita pagina Facebook
    Buona settimana e buone letture
    ....simpaticamente
    simonetta

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  6. Io ci sono arrivato oggi.
    Comunque interessante, l'avevo già adocchiato. Mi ricorda un po' La 25ma ora, film che parla non di un tizio che va a morire, ma di uno condannato comunque a svariati anni di carcere. Molto... molto. È una prospettiva abbastanza asfittica.

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  7. Amica! Arrivo anch'io...
    Sto cercando di riordinare le idee :)

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