Il commesso di Bernard Malamud

Tornassi alla vita per la seconda volta, non vorrei mai essere un uomo. Tutta quella storia del corteggiamento, per esempio. Prendiamo un individuo di sesso maschile, il soggetto A, poniamolo al centro di una stanza con un femminile soggetto B e induciamo il virile A a cercare di convincere B ad accettare un contatto. Non ci sono rivali con cui competere. A riuscirà a conquistare B? Non è un'impresa facile; una battuta, un saluto maldestro: "Ok, ho attirato la sua attenzione. E adesso?". Adesso è complicato. Te la giochi lì, in due minuti, la tua occasione. Perché è così difficile? 

Al di là delle contingenze che devono accadere affinché le persone piacciano — e si piacciano reciprocamente, che è ancora meno probabile — la vera questione è che noi, fiori in boccio e stelo spinoso, non sappiamo cosa vogliamoO meglio, lo sappiamo, ma quello che vogliamo è quel che vogliamo in quel momento, che non è più quel che vogliamo dopo. Dopo vogliamo qualcosa di diverso, perché quello dell'attimo prima non ci convince più. Cosa devono inventarsi gli uomini per piacerci? Se provano a essere simpatici rischiano di cadere nel baratro dell'amicizia e da lì tirarli fuori è un miracolo. Se limitano l'ironia, a vantaggio di un maggior appeal, possono passar per antipatici, o snob, che è ancora peggio. La sensibilità è debolezza, l'aggressività è violenza. Ce ne vorrebbe uno, di uomo, uno e trino, che all'occorrenza sia tutto. Un coltellino svizzero, insomma. 

Tralasciando le riflessioni alla Carrie Bradshow, io pensavo di sapere cosa volessi. Da un autore, quantomeno. Ero convinta che una scrittura acuminata facesse più presa su di me rispetto al tocco di uno stile garbato. La penso ancora così, penso ancora che la letteratura debba aggredire il lettore, stordirlo con le parole e affascinarlo con l'eco dell'immaginazione, ma ho scoperto che esistono anche altre forme di seduzione che riescono a far presa su di me. Bernard Malamud, per esempio. Lui mi ha conquistata con la discrezione.

Il-commesso-Malamud-minimumfax-libroIl commesso è un personaggio secondario. Il perno della storia è Morris Bober, un commerciante ebreo. L'attività dei Bober non si è mai rivelata un grande investimento, ma nell'ultimo periodo, a seguito dell'apertura di nuovi negozi nella stessa zona, gli affari sono peggiorati al punto che neanche il lavoro alternativo di Helen, la figlia di Morris, riesce a sopperire ai debiti. Ciò nonostante, Mr Bober è un uomo decoroso, umile e onesto. E tale rimane, anche nei momenti di maggior difficoltà. Morris Bober è una spugna, che assorbe e non lascia traccia di rancore; la sua non è viltà, ma pacifica rassegnazione
Era il suo destino, altri ne avevano uno migliore. 
Il commesso è un ladro redentoFrank Alphine è un giovane di origini italiane, senza casa, senza soldi, che si stabilisce furtivamente nel negozio dei Bober e ogni giorno, prima che la famiglia si svegli, ruba un paio di pagnotte e qualche litro di latte, tirando avanti fino al mattino successivo. Quando viene scoperto, Frank si scusa e si propone a Morris come aiutante, chiedendo in cambio solo vitto e alloggio. Morris assorbe gli sbagli del ragazzo e accoglie Frank nel suo negozio. Bober, in yiddish, indica qualcuno o qualcosa di scarso valore. Morris sembra avvertirlo, il peso del suo cognome, quasi che esistere troppo sia un disturbo che non gli è concesso arrecare. Ma la sua dignità è così sottile che chiunque ne venga a contatto, resta colpito.
Ricordava d'aver pensato, mentre entrava in negozio, che un ebreo è un ebreo, che differenza fa? Ora pensava: L'ho rapinato perché era un ebreo. Devo forse qualcosa agli ebrei, per usar loro dei riguardi, dannazione?
Si insinua, quella bontà inaspettata, nei picchi di rabbia che non trovano più fondamento.
Quel che prima era un gesto di poco conto, ora diventa una colpa insostenibile:
Era un senso di sete che non avrebbe mai potuto placare, un disgustoso bisogno di espellere da sé tutto quanto era accaduto, perché qualunque cosa fosse accaduta era sbagliata; di ripulire la mente da se stessa e darle un po' di pace, di ordine; di cambiare il principio, cominciando dal passato che sempre, prodigiosamente, appestava il presente; di cambiare vita prima d'essere soffocati dal fetore. 
I suoi pensieri l'avrebbero asfissiato per sempre.
Dai libri di Malamud si esce in punta di piedi. Con discrezione.



***

Il commessoBernard Malamud. Minimum fax, 2013. Traduzione di Giancarlo Buzzi.

Commenti

  1. Ho finito di leggere da qualche giorno questo romanzo e devo dire che di questo Morris Bober ho nostalgia....cosi' discreto come hai detto tu, cosi' semplicemente onesto... Una bella scoperta questo autore, una piacevolissima lettura questo libro.

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    1. Vero? Lì per lì neanche te ne rendi conto, poi ti ritrovi a pensarlo anche dopo averlo letto.

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  2. Non conosco questo autore, ma la tua analisi è così sentita, delicata e rispettosa, che invoglia a leggerlo.

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  3. Neppure io ho mai letto nulla di Malamud, e sono in periodo così strano, come lettrice, che ho quasi paura ad accostarmi ad autori nuovi, mi sembra di avere il giudizio un po' alterato, e questo mi frena un po' nonostante la tua bella recensione!

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    1. Succede. in questi casi io cerco sempre di digiunare per qualche giorno. Giusto il tempo di "depurarti" un po'!

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  4. Ricambio la tua visita al mio blog. Ho l'impressione che troverò molte cose interessanti da queste parti, a iniziare dal libro di Malamud. Adesso, non so per quale misterioso motivo, ma ho finito proprio oggi di leggere un suo libro e tra poco ne scriverò sul blog. :D

    Antonio

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    1. Grazie per essere passato. Attendo la tua recensione, vorrei proprio approfondire Malamud con un altro libro. Magari una raccolta di racconti. Vedremo!

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  5. Mi piace la discrezione e sono curiosa di scoprire quella di Malamud, uno scrittore completamente nuovo per me, di cui mi è arrivata voce non so nemmeno come...Le vite di Dubin mi aspetta tra le future letture e se poi mi piace il suo stile prenderò anche Il commesso (sei una tentatrice!)

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  6. Per caso capito qui, quando mi mancano le ultime 30 pagine per finire Il commesso e con discrezione, ecco, te l'ho scritto.

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