Devi toccare con mano il pulsare più profondo delle cose

E allora tu, giovane scrittore, hai qualcosa da dire, o credi soltanto di avere qualcosa da dire? Se ce l'hai, nulla potrà impedirti di dirlo. Se sei in grado di pensare cose che al mondo piacerebbe sentire, la forma stessa del pensiero già ne è l'espressione. Se pensi con chiarezza, scriverai con chiarezza; se i tuoi pensieri sono meritevoli, altrettanto meritevole sarà la tua scrittura. Ma se il tuo modo di esprimerti è scadente, è perché i tuoi pensieri sono scadenti; se è limitato, è perché tu sei limitato. Se hai le idee confuse e ingarbugliate, come puoi aspettarti di esprimerle con lucidità? [...] Come puoi percepire a livello qualitativo e quantitativo l'importanza relativa di ogni briciola di conoscenza che possiedi? E senza tutto questo come puoi essere mai te stesso? Come fai ad avere qualcosa di originale da proporre all'orecchio ormai sazio del mondo? L'unico modo per conquistarsi questa filosofia è cercarla, estraendo dalla conoscenza e dalla cultura del mondo i materiali che vanno a comporla. [...] Il tempo! Quando dici che non ne hai, vuoi dire che non lo utilizzi con economia. Hai imparato a leggere davvero? Quanti raccontini e romanzetti insipidi leggi nel corso di un anno, sforzandoti di padroneggiare l'arte della narrazione o di esercitare le tue facoltà critiche? Quante riviste leggi da cima a fondo? Ecco il tempo che ti occorreva, tempo che hai sprecato con la prodigalità di uno sciocco: il tempo che non potrà tornare mai più. Impara a discriminare nella scelta delle tue letture e impara a leggere rapidamente e con accortezza. [...] Leggi il meglio, e soltanto il meglio. Non finire un racconto solo perché lo hai cominciato. Ricorda che sei uno scrittore, per prima cosa, per ultima cosa e per sempre. Ricorda che quelle sono declamazioni di altri, e che, se leggi esclusivamente quelle, potresti ritrovarti a scimmiottarle; non avrai nient'altro di cui scrivere. Il tempo! Se non sei capace di trovare il tempo, stai sicuro che il mondo non troverà il tempo di ascoltarti.
(da Pronto soccorso per scrittori esordienti di Jack London. Traduzione di Andreina Lombardi Bom)


Commenti

  1. "Leggi il meglio, e soltanto il meglio. Non finire un racconto solo perché lo hai cominciato". Devo cercare di applicarla di più questa buona norma e non forzarmi a leggere qualcosa che non mi sta piacendo, solo come sfida testarda contro me stessa (il mio difetto principale di lettrice è proprio questo!).
    Per esempio, Tenera è la notte di Fitzgerald non mi stava piacendo molto, ma mi imponevo di finirlo; ieri dopo molta indecisione ho però deciso di mollarlo a metà. London approverebbe ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. In realtà approvo anch'io. Fitz non mi prende proprio.

      Elimina
  2. La mancanza di tempo è una delle malattie del mondo occidentale contemporaneo. :S

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sal, pensavo giusto a te! È un saggio gradevolissimo: una manciata di lettere e una serie di articoli di zio Jack (c'è qualche punto sul quale ci sarebbe da discutere, per esempio quando afferma, te la faccio breve, che la democrazia ha portato alla massificazione del pensiero e a una conseguente incapacità generale di distinguere l'arte. Qualche concetto un po' da contestualizzare all'epoca ma, sommariamente, molto interessante. Se riuscirò a spuntarla sulla pigrizia primaverile ci scrivo qualcosa).

      Elimina
    2. Spuntala, ché la primavera è breve! :)

      Elimina
  3. Mi fa piacere sentire un altro famoso autore che la pensa a questo modo. Anche lo scrittore Daniel Pennac è dello stesso parere, come credo tutte le persone intelligenti di questo pianeta. Ma ogni tanto capita di conoscere qualcuno che invece si intestardisce nel finire a tutti i costi un libro, anche quando lo trova pesante, insopportabile o non ci capisce nulla, come se ne andasse quasi di mezzo l’onore. In realtà il tempo è terribilmente prezioso, ed è giusto impiegarlo per le cose che più ci appassionano.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ci scrissi un articolo tempo fa. Io ammetto il mio peccato: sono una che i libri cerca di finirli. Non me lo impongo come sacramento, ma se posso terminarli sono più soddisfatta. A volte un libro che all'inizio è pesante, poi si rivela una piacevole scoperta. Di solito tendo ad arrivare a metà e se proprio non mi convince, lascio perdere.

      Elimina

Posta un commento