E non disse nemmeno una parola di Heinrich Böll

È un fatto strano, ma è così che succede. Succede che quando lascio correre del tempo prima di riprendere a scrivere io perdo la voce. Non è mancanza di argomenti, ma è proprio l'attitudine a comunicare che viene meno. È questione di confidenza, come se dovessi ogni volta alzarmi in piedi e presentarmi alla classe: nome, cognome, indirizzo, sono nata, ho vissuto. L'interlocutore virtuale è vasto e indefinito. Chi sei tu, che leggi quello che io scrivo? Cosa c'è delle tue esperienze in quello che sei oggi? Come passi il tuo tempo? Cosa c'è che non va? Cosa mi nascondi? Qual è il tuo dolore? E la tua destinazione? Quanto è importante la libertà? 

Per me è aria, la libertà, aria che non mi spetta. Che io non mi concedo più. Ho il fiato corto, qualche volta. Il mio respiro se l'è preso una rosa. Io ci morirei per quella rosa.

Ti dico cose di me che non sai, e più mi insegui e più continui a perdermi. Ho letto un libro, si chiama E non disse nemmeno una parola. È un libro di Heinrich Böll. Credo sia poco conosciuto, o forse è solo che mi piace pensare che sia così. A volte faccio fatica ad approcciarmi a testi già apprezzati da altri, come se non riuscissi a costruirci un rapporto con qualcuno che non sarà mai proprio mioParla di un uomo e di una donna che si amano, ma che non possono stare insieme. Lui non ci riesce. Non è capace di restare fermo a guardare la povertà che, pezzo a pezzo, logora il sorriso della sua famiglia. È una cosa che gli danna l'anima, perché non può risolverla. L'impotenza e il senso di colpa. È intollerabile vivere con loro. Lui va via. Ma è intollerabile vivere senza di loro. S'incontrano, moglie e marito, in quel piccolo spazio di vita che resta dopo aver dato udienza ad ogni impegno. A cercare un resto, oltre al resto. Come due assassini, si nascondono alla luce del giorno e alla condanna del proprio orgoglio. Ma quanto a lungo si può sfuggire? Quanto altro amore c'è?
— Parlate di me, qualche volta?
— Sì. Mi chiedono dove sei e io rispondo che sei malato.
— Sono malato davvero?
— Sì, sei malato.
Non essere stato in grado di. È una malattia. Avrei dovuto. Non avrei potuto. Se avessi saputo.
Cosa mi nascondi? Qual è  il tuo dolore?



E-non-disse-nemmeno-una-parola-Heinrich-BöllHeinrich Böll
E non disse nemmeno una parola

Traduzione di Italo Alighiero Chiusano
Mondadori

1998 (XV edizione) 
pp. 182
ISBN 9788804455622

Commenti

  1. Ah, guarda, di "confidente" e "confidenza" avevo parlato qui! :-)
    http://ninehoursofseparation.blogspot.it/2014/03/dizionario-itanglese-italiano5.html

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  2. Basta aggiungere libri alla mia Lista Desideri :(

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    1. Paola :)
      Non so perché questo libro sia stato snobbato in termini di "riscontro". I meccanismi di preferenza resteranno sempre un mistero per me. Forse è colpa mia che non sono riuscita a trasmettere quello che la lettura ha lasciato a me. Mi sono fatta un po' prendere la mano, e come al solito, sono uscita fuori da quel che è "di cosa parla questo libro". Mi dispiace. Però a me è piaciuto tanto.

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