Orpelli

Quello che avvertite è il fermento del cambiamento. Ancora sì, perché la mia pelle freme, e il bisogno di mutare, trasformare e alterare diventa pressante. Necessario. Primario. Devo solo cercare di capire in che direzione muovermi, come incanalare il blog in questo clima di rinnovamento cellulare che sto vivendo. Ci penso. E che schiamazzare in pubblica piazza è un piacere così incalzante che vorrei farlo sempre al meglio, che non è un meglio oggettivo, è il mio meglio, il meglio che può venir fuori da me. Perché quando io scrivo, scrivo per ognuno di voi. Mi rivolgo a te, a te, a te e a te. Ti spalmo un po' della mia vita davanti agli occhi così che tu possa decidere se fermarti e prendere posto. Se ci stai comodo. Le persone sono comode. Quelle a cui voglio più bene sono comodissime. Come poltrone che hanno preso forma, io mi rintano in loro ogni volta che il mondo mi sembra troppo grande. Io vorrei che questo posto fosse la tua fermata, il tuo posto, la tua poltrona. E non posso farlo, non al meglio, se non ti parlo di me. Tu riesci a vedermi? Io sono nelle pagine di ogni libro che leggo, dietro ogni schermo dei film che guardo. Io sono in ogni parola che stai leggendo. Non vorrei lasciarti andare. E tu non lasciarmi andare. 



Commenti

  1. E nessuno di noi ti lascerà mai andare. Come potremmo? Sei noi.

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  2. Sarà che è praticamente primavera, trovo del senso nelle tue parole. :)

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