«A Camilla, con amore, Arturo»

— Come si chiama?
— Camilla.
Si rizzò a sedere e mi sfiorò la bocca.
— Sono così sola. Fa' finta che io sia lei.
— Sì. Facciamo così. Tu sei Camilla.
Aprii le braccia e lei vi affondò dentro.
— Mi chiamo Camilla — disse.
— Sei bella. Sei una principessa maya.
— La principessa Camilla.

— Questa terra e questo mare ti appartengono. L'intera California ti appartiene. Anzi niente più California, niente più Los Angeles, niente strade polverose, squallidi alberghi, giornali maleodoranti, orientali sconfitti e sradicati, viali pretenziosi. Questa è la tua splendida terra, con i suoi deserti, i monti e il mare. È il reame su cui tu regni, principessa.
— Sono la principessa Camilla — singhiozzò.
— La California è sparita e anche gli americani. Restano solo i deserti, le montagne e il mare. La mia terra.
— Poi arrivo io.
— Arrivi tu.
— Io sono io, Arturo Bandini, il più grande scrittore di tutti i tempi.
— Sì, certo — assentì con un singulto. — Arturo Bandini, il genio. 
Seppellì la faccia nell'incavo della mia spalla e le sue lacrime calde presero a scorrermi sulla gola. La strinsi a me. 
— Baciami, Arturo.  
(da Chiedi alla polvere di John Fante. Einaudi, 2004. Traduzione di Maria Giulia Castagnone)


Commenti

  1. Ecco questo è uno di quei libri che non ho mai capito, mai sopportato e che quando l'ho letto mi sforzavo per andare avanti... un'agonia e un po' mi dispiace...:-/

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  2. Io ce l'ho sul Kindle da un po' e non mi decido a iniziarlo. Dopo i Fratelli K mi ci vorrà un po' di sano cazzeggio, immagino, ma questo libro è lì, a far capolino, e io non so decidermi a partire con lui.

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  3. Mi aspetto molto, forse troppo da questo libro. E aspettativa equivale a delusione, troppo spesso...

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  4. indimenticabile Arturo Bandini, indimenticabile il romanzo (il film invece lo ricordo solo in parte, forse perché non era all'altezza...)

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  5. Credo che voi quattro abbiate riassunto egregiamente le opinioni che si sentono in giro sul libro in questione: alcuni lo hanno detestato, altri lo hanno adorato; in entrambi i casi sono state proprio le grandi aspettative a dirigere il lettore verso questo lavoro di Fante. Così è stato anche per me e devo dire che, per quel che riguarda il mio parere post-lettura, mi colloco nel mezzo: non l'ho adorato, non l'ho detestato.
    È un libro piacevole (altrimenti non ne avrei riportato uno stralcio sul blog) ma non è quel capolavoro che mi aspettavo. Questo è quello che penso del libro in generale.
    Poi c'è Arturo Bandini, il protagonista, e su di lui potremmo stare a parlarne fino a sera. Sono d'accordo con Margherita perché Arturo è un personaggio particolare: fastidioso forse ma molto forte, ben strutturato. Fante ha saputo regalargli una personalità precisa, definita. Bandini è uno che non che passa inosservato. Indimenticabile, appunto.

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  6. A volte provo una sensazione strana quando leggo un libro in cui uno dei personaggi ha il mio nome. Una sorta di disagio.

    Comunque, questo estratto mi piace. Di Fante non ho ancora letto nulla, ma prima o poi lo farò - in parte anche perché c'è un personaggio col mio nome, nonostante ci siano buone possibilità che la cosa m'inquieti. L'inconscio funziona in maniere strane, poco ma sicuro xD

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