Un caffè con: Yiannis Ritsos

Quand'è che ho iniziato a bere caffè? Ricordo che c'è stato un periodo della mia vita nel quale non ne facevo assolutamente uso, non ne sentivo alcuna esigenza. Poi così, da un momento all'altro, ho iniziato a berne, soprattutto al mattino: apro gli occhi e bevo caffè. C'è chi dice che senza il caffè non riesce a svegliarsi, che proprio non inizia la giornata; per me non è così, è più una consuetudine, un rito che mi regala la parvenza di un ordine prestabilito di eventi che si riverserà da lì a poco nella mia giornata senza particolari scossoni. Mi piace, mi fa stare bene. 

La poesia che vi lascio oggi è un pezzo autentico della mia anima. C'è così tanto in questi pochi versi: di me, di quella che ero, di quello che mi ha reso quella che sono; di quello che ho amato, di quello che non smetterò di amare mai. Io ti circondo di Yiannis Ritsos; leggetela, poi leggetela di nuovo e poi ancora: ogni volta vi sembrerà più morbida, più grande.
Yiannis-Ritsos
(Monemvasia, 1 maggio 1909 - Atene, 11 novembre 1990)



Mio blu - dicevi -
mio blu.
Lo sono.
E anche più del cielo.
Ovunque tu sia
io ti circondo.




Che la vostra giornata sia piena di imprevisti, tutti positivi.




Commenti

  1. Ma è meravigliosa!!!! Ed hai ragione, più la rileggi e più prende un suono più profondo e più morbido...
    Per dovere di cronaca: se la prima cosa che faccio al mattino non è prendere il caffè, la giornata si prospetta molto lunga e complicata, perché significa che son di fretta e si parte già col piede sbagliato... viva i rituali mattutini [e anche gli imprevisti positivi]! ;)

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  2. Anche per me il caffè mattutino è un rito rassicurante :)

    La poesia, nella sua semplicità, è molto bella ed evocativa.

    Bello anche il tuo augurio finale!

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    Risposte
    1. Qualche rassicurazione ogni tanto dobbiamo pur prendercela.
      A pensarci è strano: la caffeina non dovrebbe essere così tranquillizzante"! ;)

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