Scusa autore ma... non posso amarti dell'amore che mi ami tu

Un lettore, indipendentemente dal fatto che sia un consumatore seriale di romanzi oppure un semplice fruitore occasionale, dovrebbe essere privo di qualunque tipo di pregiudizio. A maggior ragione, una blogger (lasciate che mi crogioli un po' sul termine), dovrebbe fare in modo di tenere la mente libera ed esimersi dall'affermare pareri prima ancora di aver effettivamente constatato la qualità di un libro. Vero. A tutto c'è un limite però.

Giusto ieri leggevamo questo articolo: Federico Moccia non va piùVi dirò, non mi è dispiaciuto affatto apprendere questa notizia (finché non ho letto che, la suddetta moccitudine, stava soltanto lasciando il posto ad un'altra patologia: la volotaggine). Scherzi a parte, è indubbio che il problema non sia riconducibile ad un solo autore, anche perché il passaggio di testimone avviene in maniera abbastanza repentina, ma è soprattutto un problema di contenuti. E attenzione, a rischio di perdere ogni sorta di credibilità ai vostri occhi, sappiate che io lessi, al tempo, Tre metri sopra il cielo quindi so di cosa parlo.


Ora, torno a ripetere, Moccia è solo un esempio, una pedina in un sistema molto più elaborato; avrei potuto far riferimento a Volo, alle Sfumature, a Pinco Pallo: sarebbe stata la stessa cosa. Anche se, a dirla tutta, con i suoi Scusa ma ti chiamo amore, Scusa ma ti voglio sposare, Scusa ma ti ho messo le corna, Scusa ma mi sono innamorato del tuo cane, Moccia può essere considerato, a pieno merito, un pioniere del settore. Dicevo, ci ho riflettuto un po' e credo di essere arrivata ad una conclusione; al di là dello stile standardizzato e sterile, escludendo ogni sorta di analisi legata alla scrittura, quello che mi infastidisce maggiormente credo sia il processo di banalizzazione che l'amore subisce.

Non sono una persona romantica. Io sono il classico tipo che, se un uomo mi chiedesse di andare ad ammirare il sole che tramonta dietro le colline, mi partirebbe l'ansia. Io sono il classico tipo che, ad una cena a lume di candela, preferisce un panino al pub. Io sono il classico tipo che, se mi dedicassero una canzone d'amore al karaoke, pregherei il dio di turno di fulminarmi all'istante. Io sono il classico tipo, ecco. Però sono innamorata, questo lasciatemelo. E lasciatemi anche dire che non c'è alcun bisogno di essere innamorati adesso per capire quello che sto cercando di spiegare: chiunque abbia avuto a che fare con l'amore nella sua vita si renderà conto che questo sentimento c'entra poco o niente con le storie che cercano di profilarci da anni a questa parte.

Mi indispettisce il fatto che tutto venga ridicolizzato attraverso l'utilizzo di scene a riciclo continuo, mi infastidisce che alcuni autori dediti all'acchiappo del "cliente facile" riescano a smuovere orde di lettori utilizzando tre o quattro artifici letterari e, soprattutto, non comprendo chi cerca di farci credere che questi romanzi siano finestre sul mondo adolescenziale perché, nel caso fosse davvero così, mi viene una gran voglia di buttarmi di sotto.

C'è anche da dire che al peggio non c'è mai fine. Perché? Perché il fenomeno, udite udite, si sta evolvendo. Le faccende di cuore degli adolescenti non fanno più presa, la prima volta di Babi e Step è stata ampiamente archiviata e, di conseguenza, i nostri amici dal cuore tenero e la penna stitica hanno deciso di dare una sferzata di passionalità: parliamo di sessoE qui, data la consistenza meno effimera dell'argomento, abbiamo ingenuamente pensato che sarebbe stato più semplice incappare in una storia quantomeno leggibile. 

ILLUSI!

Ho letto Le prime luci del mattino e mi autoflagello regolarmente ogni sera. Mi è stato prestato, non l'avrei comprato, almeno è quello che mi ripeto per alleviare il dolore tra una frustata e l'altra. La mia reazione a fine lettura? Il mio amico qui non avrebbe saputo rendere meglio l'idea. Sono andata ad informarmi, per cercare di capire se Volo avesse scopiazzato l'idea dal primo libro della trilogia delle sfumature ma, ad una prima scrollata di notizie, sembra che entrambi i testi siano stati pubblicati nel 2011.

Possiamo dunque affermare che il fenomeno gode, ad evidenza, di automatismi propri; non sappiamo esattamente dove, come e quando sia partito ma soprattutto, e questo è il peggio, non sappiamo dove andrà a finire. Sappiamo solo chenel 2012, il Time Magazine ha incluso E. L. James, l'autrice del romanzo erotico best-seller Cinquanta sfumature di grigionella sua lista annuale de Le 100 persone più influenti del mondo.

Ed è così che voglio concludere, che vi lascio, con questo brivido di terrore che corre lungo la schiena, con gli occhi sbarrati su un futuro che non promette nulla di buono. A domandarvi se potrete fare a meno dell'amore, la prossima volta che leggerete una storia d'amore. Ad onor del vero, ognuno può leggere quello che vuole; questo articolo è solo e soltanto quello che penso io al riguardo. Il giudizio di un classico tipo di lettriceNiente di più, niente di meno.



Commenti

  1. Bell'articolo,condivido appieno con quanto hai scritto! :)
    "scusa ma ti ho messo le corna,scusa ma mi sono innamorata del tuo cane" ahahahah geniale ;)

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  2. Citando Caparezza, "L'amore non si canta, si fa!".
    Non capisco la gente in fissa con le storie sentimentali, ma riconosco che si tratta di un pregiudizio tutto mio.
    Moccia no, non è un pioniere. Rappresenta semplicemente l'evo/involuzione dei forzati della penna che realizzavano Harmony.

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    1. Non so, avrò letto un paio di Harmony in tutta la mia vita però li ho sempre considerati una categoria a parte. Hanno il loro target di mercato e non mi sembra abbiano mai avuto pretesa di conquistare altre tipologie di lettori. Non hanno ambizioni da best-seller insomma.

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  3. Io approvo in pieno ogni parola.
    Comincio con il dire che io non ho mai letto Moccia: ho letto l'articolo di cui hai parlato, sul fatto che Moccia non va più, e ho fatto le mie considerazioni su un'affermazione secondo la quale egli sarebbe l'autore di romanzi imperdibili e non ignorabili. Finora, sono riuscita a sopravvivere, e anche piuttosto bene, senza leggere Moccia, e devo dire che non mi sento defraudata di un pezzo di vita libresca, come invece mi capita se ripenso ad una certa parte della letteratura antica, che non ho potuto studiare a causa dell'indirizzo di programma del mio liceo. Ma i gusti sono gusti, si dice. Sei stata coraggiosa e brava a leggere Tre metri sopra il cielo, che poteva anche essere un titolo allettante, ma quando ho saputo di cosa trattava, non me la sono più sentita. Così come i titoli successivi "Scusa, ma..." m'innervosivano a priori, con quel chiedere scusa preventivo. Excusatio non paetita, dicevano anticamente, giusto? Chiedo perdono per l'eventuale storpiatura.
    Ho invece avuto il coraggio di leggere le Sfumature. Mi sono flagellata anch'io, dicendomi che comunque mi stavo prendendo tutta la responsabilità dell'enorme cantonata che ho preso, e questo mi ha evitato di spargere il sale sulle frustate per aumentare il mio supplizio. Continuo a pensare che certi spunti fossero anche buoni, e interessanti, ma sono stati sviluppati male, malissimo, affogandoli nella melassa, e nell'operazione di marketing. Ho scritto anche un post al riguardo, domandandomi perché è piaciuta così tanto quella figura di personaggio maschile, così debole e caricaturale.
    E hai ragione, sulla banalizzazione dell'amore. Finora è stato molto propagandato il filone romantico-melassoso-persecutorio per cui gli amanti non riuscivano nemmeno ad andare a comprare il pane separati. Ora c'è questo filone sfumato, per cui le donne ben volentieri si sottomettono a chi le frusta, e le comanda a bacchetta (purché miliardario, mi viene da chiedere?). Eh, no, qui c'è qualcosa che non va. Le Cinquanta Sfumature di Scusa, ma ti voglio frustare non possono essere davvero la cifra di rappresentazione dell'amore, adolescenziale e non!
    Concludo il commento sconclusionato dicendo che sono contenta che anche tu sei il classico tipo. Io sono il classico cuore di pietra: se mi dedicano canzoni, poesie e tirano in ballo un certo romanticismo zuccheroso, comincio a ringhiare. :-)

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    1. Alle sfumature non ci sono arrivata.
      Lì, a differenza di Moccia, so esattamente quello che mi infastidisce e non è tanto il personaggio maschile ma quello femminile: la donna schiavizzata dal desiderio, impotente e devota verso questo tizio solo perché riesce a rivoltarla come un calzino è un'immagine che mi indigna!
      Un po' come le prime luci del mattino, stessa solfa.

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  4. Io non ho pregiudizi, parlo con cognizione di causa perché anch'io li ho letti i libi di queste persone-che-prendono-una-penna-in-mano-principalmente-per-vendere, non tutti perché sarei diventato un serial killer, e penso che chiunque sia libero di leggere cosa vuole, ma se si comincia a definire Moccia, Volo o la James degli scrittori no, io lì con tutta la buona volontà, no: io divento Belzebù e nessuno mi ferma più.
    Ciò che è grave è proprio la banalizzazione dei sentimenti, dell'amore. L'amore vero non è sentirsi tre metri sopra al cielo, cari giovincelli. L'amore è tutt'altro. Io penso che il libro in cui si narra la più bella storia d'amore sia "Cime tempestose", ma prova a consigliarlo a qualsiasi ragazzo/a e che ti risponderà? che palle! Perché sono abituati a stili piatti, banali, senza ispirazione, non hanno voglia di gettarsi in una bella storia, non frega loro una mazza di letteratura, e ciò è triste, molto triste, per me che si fa in quattro ogni giorno per scrivere qualcosa di decente... in fondo prima o poi qualcuno leggerà le mie parole. Come reagirà la generazione di futuri lettori?

    Scusa la lunghezza del commento, è quasi un post :(

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    1. Tranquillo, ti concedo i diritti per uno spin-off dell'articolo! ;)
      Scherzi a parte, sai benissimo che adoro quando divagate sulle mie divagazioni. Il blog non è mio, è nostro, quindi possiamo imbrattarlo come e quanto ci pare. Detto ciò, scrivendo il post mi è venuto proprio da pensare a Cime tempestose, alla Austen, a quelle scrittrici che ci mettevano davvero l'amore nell'amore. Magari ad oggi certe ambientazioni potrebbero risultare antiquate, certi sguardi che duravano un'eternità sembrerebbero ridicoli, ma nessuno potrebbe affermare che non c'era del sentimento in quei personaggi.

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  5. Non sapevo che "Le prime luci del mattino" parlasse di sesso :O

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    1. Ma infatti non parla propriamente di sesso.
      Ti riporto il commento che scrissi su Goodreads nella scheda di questo libro:

      "Ma vogliamo scherzare?
      Un conto è parlare di sesso, un conto è redigere una mera lista di incontri pseudo-erotici osannando ogni gesto come un inno alla trasgressione.
      Un uomo disinibito che risveglia il desiderio sessuale di una donna repressa: la banalità più assoluta. Non c'è passione, non c'è erotismo, non c'è proprio niente.
      Mai letto niente di peggio."

      Ecco.

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  6. Si può dire, che il Times ha scassato i cosiddetti con le sue classifiche? :P

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    1. Io non seguo mai le classifiche perché ci sarebbe sempre da capire dove e come siano stati reperiti i dati... ma questo risultato è davvero inquietante!

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  7. Io quando ho letto l'articolo sono rimasta un po' così perché sinceramente credevo che Volo oramai fosse roba vecchia, cioè esiste da anni... ancora da quando andavo al liceo. E i suoi libri con lui.

    Cmq io credevo più che dai libri di Moccia sono infastidita da Moccia stesso, viene invitato ovunque e si atteggia sempre a grande scrittore...e se qualcuno prova a fargli notare la profondità dei suo romanzi si incazza parecchio. Pessima persona.

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    1. In realtà anch'io pensavo fosse già in carreggiata da un pezzo ma, da quel che mi par di capire, adesso è diventato "più famoso".

      Un'intervista di Moccia credo di non averla mai vista, è il tipo dal ringhio facile?

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    2. Più che ringhio io lo paragonerei a un chiwawa irritante...ha una voce untuosa e appena gli si dice qualcosa diventa proprio uguale al fastidioso abbaiare dei cagnetti.

      Preferirei leggere mille volte Tre metri sopra il cielo piuttosto che essere lasciata in una stanza da sola con lui.

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  8. Ciao,
    non avendo mai acquistato un libro di Federico Moccia o di Fabio Volo non saprei esprimermi a dovere sul loro "operato" .
    Però c'è da dire questo : quando un autore ricalca più e più volte sullo stesso argomento dando al lettore una storia trita e ritrita camuffandola (spacciandola) per una storia nuova , vuol dire che non ha più nulla da dire.
    Il lettore non è stupido e si accorge , ad un certo punto, che qualcosa non và.
    Credo che la prima opera di Moccia o di Volo andassero bene perchè funzionavano , attiravano pubblico , piacevano.
    Questi due autori dovevano solo avere l'accortenza di non scrivere più cose già dette. Fermarsi al primo libro , godersi il successo e andare avanti.
    Hera

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    1. La fortuna del principiante insomma, della serie: sbagliare è umano, perseverare è diabolico! ;)

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