Espiazione: un libro, un film

La trama potrebbe essere riassunta in queste poche parole: Briony, tredicenne dalla fervida immaginazione, commette un errore. Un errore di valutazione, per ingenuità, per ripicca; la causa è relativa ma le conseguenze sono devastanti. Per Cecilia, sua sorella, per Robbie, per tutta la sua famiglia. Per se stessa, soprattutto. 
Come può una scrittrice espiare le proprie colpe quando il suo potere assoluto di decidere dei destini altrui la rende simile a Dio? Non esiste nessuno, nessuna entità superiore a cui possa fare appello, per riconciliarsi, per ottenere il perdono.

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ESPIAZIONE di Joe Wright
Sceneggiatura di Christopher Hampton
Genere: drammatico, 2007 123 min
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ESPIAZIONE di Ian McEwan
Traduzione di Susanna Basso
Einaudi, 2005 pp. 388










Il film non regge il confronto. La trasposizione cinematografica di Wright ha inseguito la storia d'amore tra Robbie e Cecilia, sottolineando alcune scene per esaltare la drammaticità della separazione più che la caratterizzazione dei singoli personaggi. Questo mi è mancato molto. E poi non c'è Briony, almeno io non l'ho vista; non c'è il suo tormento, non abbastanza. Briony è uno dei personaggi letterari più affascinanti che abbia mai incontrato. È una bambina molto intelligente, ordinata fino all'ossessione. È una scrittrice, la sua fantasia è la sua forza e la sua rovina.

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Due parole sullo stile di Ian McEwan: lo adoro. Mi piace l'uso che fa della grammatica: mi piace la costruzione sintattica dei periodi, mi piace come utilizza gli aggettivi, come gioca con la punteggiatura e come lega ogni frase all'altra. Non è un'affinità così semplice da trovare; seppur avvolti in una storia coinvolgente potrebbe capitarvi di non riuscire ad adattarvi allo stile dell'autore, di trovare difficoltà a seguire la planimetria del discorso.

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McEwan ha il talento necessario per infettare il lettore. Di ogni tipo d'emozione, badate bene; per quanto sia anche troppo semplice provare astio nei confronti di Briony, non sono solo i sentimenti negativi a emergere durante la lettura. A tratti si è assaliti da una sorta di compassione, un accenno di indulgenza. Sembra un gesto così insignificante: una bambina e la sua mezza bugia. Ci sarebbero milioni di attenuanti. Basta un attimo, però, il tempo necessario a ricordare quello che è successo dopo, e la comprensione svanisce. No, il perdono è fuori discussione. E allora io mi domando: quando un gesto diventa ingiustificabile? Qual è il limite? Ha importanza la buona fede? Anche Briony lo era, in buona fede. Quante volte, per un errore, abbiamo perso qualcosa? Qualcuno? A quanti errori non possiamo più rimediare? E, ribaltando le parti, quante volte vi è stato mosso un torto? Per quanto fosse un atto inconsapevole, siete riusciti a passare oltre? A perdonare? Cosa provate ora? Come vi sentite? Vi dico cosa ho provato io, quando ho perdonato e quando non l'ho fatto. Rabbia, poca. Comprensione, a volte. Una tristezza infinita, soprattutto. Questo è quello che porta addosso Cecilia, quello che voi proverete per Briony. Perché il perdono non è la più cosa più difficile da ottenere; riuscire a convivere con la consapevolezza dei propri errori è un'impresa di gran lunga peggiore.
Non c'è espiazione per Dio, né per il romanziere, nemmeno se fossero atei. È sempre stato un compito impossibile, ed è proprio questo il punto. Si risolve tutto nel tentativo.




Commenti

  1. Ho adorato il libro e apprezzato molto anche il film. Ricordo di aver provato sentimenti contrastanti, disprezzo, irritazione, rabbia cieca, commozione, angoscia, commiserazione. Il personaggio che ho preferito, sebbene la vena letteraria di Briony me la renda "consonante", è stato quello di Cecilia, che trovo perfettamente interpretata da Kera Knightley. Con Espiazione, Ian McEwan ha dato una prova, oltre che di narrazione magistrale, di un acume eccezionale nell'indagine delle passioni e degli errori umani.

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    1. Hai proprio ragione! Questo è il motivo per il quale non voglio fermarmi qui ma voglio continuare a leggere altri suoi romanzi e spalmarmi un altro pò sulle sue parole. ;)

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  2. Mi dispiace di non averlo ancora letto. Probabilmente è la parola Espiazione che mi infastidisce un po', per il mio vissuto personale. Tuttavia, sento che devo leggerlo, e dopo il tuo articolo, sarà così. Come ci si sente a perdonare? Anche liberati. Mi è capitato di provare questa sensazione.
    Tuttavia, quando si finisce di espiare? E soprattutto, si finisce di espiare? Ecco, a queste domande, penso di avere una risposta desolata e negativa.

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    1. Se un libro riesce ad indurre il lettore a porsi interrogativi di questo genere è un libro degno di essere letto, a prescindere. Quindi si, leggilo al più presto!

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  3. Non ho letto il libro, sorry, ma il film l'ho visto: bellissimo! E' stato incredibile ed ha lasciato dentro di me un senso di angoscia e una tristezza infinita per il destino dei due protagonisti. Il tormento della ragazzina io comunque l'ho percepito... nel libro è più profondo?

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    1. Il libro è peggio. Hai presente l'angoscia che hai sentito? Ecco, pensa di affogarci dentro.

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  4. il film di Wright è talmente bello ed elegante che riesce a valorizzare e far brillare pure un'attrice un po' asinella come la Knightley!
    Il romanzo non l'ho voluto leggere proprio perché il film mi aveva spoilerato tutto sulla trama, mi sembra di averlo già letto (riesco a vedere un film tratto da un libro che ho letto, ma difficilmente il contrario!). Forse però dovrei leggerlo, le tue parole mi hanno attratto molto...Tra l'altro ce l'ho pure nella libreria di casa :)

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    1. Questo è vero. Leggerlo senza conoscere la trama credo sia un'esperienza ancora più coinvolgente. Però, ti assicuro, le sensazioni dei personaggi sono riportate in modo così bello e preciso che è un attimo ricascarci dentro!

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  5. Hai espresso bene quello che ho provato durante la lettura - provai a parlarne, all'epoca, ma era un periodo così e non ci sono riuscita come avrei voluto.

    Concordo sul fatto che sia l'angoscia ciò che si sente di più e sul tuo giudizio riguardo allo stile di McEwan - per quanto mi riguarda, è meraviglioso. Mi ci perdo. Credo che la traduttrice, Susanna Basso se non erro, abbia fatto un lavoro magistrale.

    Avevo cominciato a vedere il film, ma non l'ho mai finito (causa forze maggiori); tuttavia, non mi stava dispiacendo. Dovrei riprenderlo e finire di vederlo.

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  6. Hai ragione, i traduttori incidono molto sul risultato (infatti solitamente cerco sempre di citarli).
    Espiazione credo sia uno dei pochi casi in cui è possibile parlare con oggettività; è un romanzo oggettivamente molto bello.

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  7. Anche qui mi hai incuriosita sul film. Il libro è talmente bello che ho difficoltà a parlarne, vorrei scriverne sul blog ma mi blocca l'idea di essere incapace di descriverlo come dovrei. Ho letto solo questo di Mcewan ma vorrei continuare, cosa mi consigli?

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    1. In realtà anch'io sono in piena fase esplorativa per quanto riguarda la pubblicazione di McEwan. Tempo fa però lessi "Miele" e, a differenza dei pareri negativi che ho riscontrato in giro, a me piacque (certo, non come Espiazione, però fu una lettura molto piacevole). Io la prenderei in considerazione!

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