Piccoli crimini coniugali di Éric Emmanuel Schmitt

Non ne sono una divoratrice dei testi teatrali. Quello che mi impedisce di appassionarmi è proprio il cambio di scena; dettagli tecnici di ambientazione e posizionamento dei personaggi sono indicazioni essenziali per una rappresentazione ma deleterie per un costante livello d'attenzione. Non sento invece alcun bisogno di una voce narrante; ho letto diversi libri plasmati interamente sulla struttura del discorso diretto e ne sono rimasta affascinata. Eppure, per quanto un testo teatrale possa essere interessante, non riesce a coinvolgermi completamente e ancora oggi non sono riuscita a capire se questa sia un mio limite oppure se, più semplicemente, il testo teatrale ha bisogno di coinvolgere altri organi di senso per riuscire al meglio. Parliamo di Piccoli crimini coniugali, una rappresentazione vagamente noir.

Lui, Gilles, scrittore di romanzi gialli. Lei, Lisa, moglie pacata e devota. Gilles ha riportato un'amnesia a seguito di un incidente domestico accaduto in condizioni non particolarmente chiare e, dopo un breve ricovero in ospedale, torna a casa con Lisa. Quello che i due personaggi (attori?) mettono in atto è una piacevole schermaglia casalinga. Gilles mette in dubbio ogni informazione che Lisa gli fornisce. Chi sono io, veramente? Avevamo dei problemi? Che tipo di coppia eravamo? Io ti amavo? E tu, tu mi amavi?

Amore e odio si intrecciano provocando una vera e propria guerra di trincea dove il matrimonio, più che un'unione d'amore, acquisisce le sembianze di un'alleanza di partito. Tra recriminazioni e accuse, Gilles e Lisa si scoprono, di nuovo. La storia termina con un ritorno, o una tregua, come è più sensato credere.
La coppia è un’associazione di assassini, uniti fin dall'inizio dalla violenza di un desiderio che li proietta uno dentro l'altro, tra rantoli, sudore, miagolii, che si risolve in un armistizio, chiamato dai più piacere, solo per esaurimento delle forze. I due assassini sposandosi, firmano una tregua, ma solo per dirigere, uniti, la loro violenza contro la società, brandendo i frutti delle loro risse: i figli. E qui l'inganno rasenta il capolavoro! Perché d’ora in avanti, in nome della famiglia, sarà loro tutto permesso. I loro istinti brutali e licenziosi passeranno per un servizio reso alla specie umana. […] Quando guardate un uomo e una donna sull'altare davanti al prete o davanti al sindaco non vi siete mai chiesti chi dei due sarà il primo a uccidere l'altro?
Una lettura molto piacevole. Però piacevole è il sole tiepido di questa mattina, che ci prova ma non riesce ad accendersi. Ed è qui che mi sono posta il problema. Le tematiche trattate sono avvincenti: la coppia come campo di battaglia, l'amore, il troppo amore che diventa odio e il troppo odio che diventa amore. La trama racchiude tutti gli elementi giusti per poter infiammare gli animi, per corrodere più che scivolare ma questo non accade, non del tutto almeno. Mi sono quindi chiesta se alcune storie, come questa, abbiano bisogno di altro oltre alle parole. Se attraverso il palcoscenico i personaggi acquisirebbero il vigore che ora sfiorano appena oppure se io dovrei ammettere il mio limite e farmene una ragione.



piccoli-crimini-coniugali-Schmitt-libroÉric Emmanuel Schmitt 
Piccoli crimini coniugali
Traduzione di Alberto Bracci Testasecca
Edizioni e/o
2011
pp. 141
ISBN 9788876418815

Commenti

  1. Agli stacchi tecnici io mi sono abituata abbastanza rapidamente, ma continuo a leggere pochi testi teatrali.

    Ricordo La vita è bella di Cerami, Possesso di Yehoshua, Romeo e Giulietta di Willy Shake.
    Se c'è stato altro, l'ho persino dimenticato...

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    1. Sembra non sia un genere particolarmente diffuso (per quel pò che mi è sembrato di capire). Ho letto anche Re Lear e mi ha trasmesso la stessa sensazione.

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  2. Credo che l'ultimo testo teatrale che ho letto, se si escludono quelli studiati all'università (e quindi con una bella analisi dietro) sia "Diatriba d'amore contro un uomo seduto" di Garbiel Garcia Marquez... e come è successo a te, senza tutto quello che c'è attorno (la gestualità dell'attore, la recitazione, il palcoscenico e la sua scenografia), ho sentito la mancanza di qualcosa, che non me l'ha fatto apprezzare a pieno.

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  3. Di testi tearrali, a parte i classici che ti fanno studiare a scuola, credo di non più letti. Però tempo fa mi è capitato tra le mani "An Education", una sceneggiatura scritta da Nick Hornby, che, pur non essendomi dispiaciuta, non mi ha nemmeno entusiasmata.
    "Piccoli crimini coniugali" mi piacerebbe leggerlo. Prima o poi.

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  4. A me piacciono molto i testi teatrali, sarà che mi piace cercare di dare un'interpretazione a tutti i personaggi. Solo nella mia testa, ovviamente, onde evitare la camicia di forza.
    E poi mi piace confrontare il testo "nudo" con una rappresentazione vera e propria, per vedere come viene "vestito" e visto da altri.

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    1. Ecco perchè mi pongo la domanda. Può essere che io non abbia trovato il testo giusto? Adesso è tua incombenza fornire un paio di titoli validi! ;)

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  5. Premetto che a me E-E Schmitt piace. Piccoli crimini coniugali lo lessi qualche anno fa. E' un gioco di ri-costruzione della coppia e di ribaltamenti. Quest'ultima operazione non è infrequente in Schmitt e un esempio al volo mi ritorna in mente nei racconti Concerto in memoria di un angelo (per violino e orchestra di Alban Berg ascolta: http://www.youtube.com/watch?v=HvO9KCcM2gw) che dà il titolo alla tetralogia di racconti del 2010, vincitrice del Premio Goncourt, e, ancor di più, l'ultimo Un amore all'Eliseo.
    Dei tre principali generi letterali- Prosa, Poesia e Teatro - gli ultimi due sono i più diretti e, specialmente il Teatro, i più creativi. Nel Teatro è la parola, la pura voce che crea la situazione narrativa, senza - salvo rare eccezioni - penso al Thorton Wilder de La piccola città ma forse quello era un piccolo esperimento - alcuna intermediazione ad eccezione delle necessarie e talvolta scarne indicazioni di scena (quante ne hanno drammi come Aspettando Godot o Giorni felici o La cantatrice calva? Certo, tra leggere e immaginare la scena e sentire e vedere, le cose e le emozioni cambiano. Se vuoi un'idea dei Piccoli crimini coniugali rappresentati vedi http://www.youtube.com/results?search_query=Piccoli+crimini+Coniugali&oq=Piccoli+crimini+Coniugali&gs_l=youtube.12..0.22120.31228.0.36139.25.16.0.9.9.1.625.3967.4j4j2j3j1j2.16.0...0.0...1ac.1.11.youtube.WiXIHg0ZL9w.
    Saluti
    Stefano (Sfranz su Anobii)

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    1. Avevo visto anch'io questi video e, lo sappiamo bene, immagini e parole possono dar vita ad emozioni simili oppure completamente diverse, a seconda della bravura dello sceneggiatore e dello scrittore.
      Ho avuto modo, in questi ultimi mesi, di rivalutare la mia idea sul teatro tant'è che ho letto, riletto e amato "Caligola", uno dei testi di Camus. E ho "Aspettando Godot" in lista, conto di leggerlo prima possibile!
      Ciao.

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  6. Anch'io vorrei approfondire Camus! Tutto, prosa e teatro. Tra l'altro un suo dramma, Il malinteso, ha curiosamente lo stesso titolo di un breve romanzo della Némirovsky.
    Saluti
    Stefano

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