Di manie, di lettori: disquisendo senza intento

I libri mi offrono continui spunti di riflessione. Certe volte i risultati di tutta questa ponderazione sono alquanto discutibili, altre volte però ne ricavo deduzioni abbastanza intelligenti. Quasi filosofiche. Potrei cavalcare l'onda del momento e farci una rubrica. Così, tanto per essere cool-turalmente al passo. Comunque. Qualche tempo fa, leggendo Miele di McEwan:
Si dice che gli scrittori coltivino superstizioni e piccoli rituali. Anche i lettori hanno i loro. Il mio consisteva nel tenere il segnalibro arrotolato tra le dita e accarezzarlo col pollice durante la lettura. La sera tardi, al momento di riporre il libro, il mio rituale consisteva nel posare le labbra sul segnalibro, che infilavo tra le pagine prima di chiudere il volume e appoggiarlo sul pavimento accanto alla poltrona, a portata di mano per la volta successiva.
Il rituale è un atto (un comportamento) che si replica ogni volta si verifica una determinata situazione e quindi, nel caso specifico, un atteggiamento particolare che attuate, sistematicamente, tutte le volte che vi trovate con un libro tra le mani (questo perché io non faccio ancora uso di e-book readers ma voi che siete più tecnologicamente avanzati di me potete, a piacimento, virtualizzare il concetto).

Chiarite le regole del gioco, inizio io.

1. La prima cosa che faccio ogni volta che maneggio un libro è andare all'ultima pagina. Non leggo la fine, questo no, però mi oriento tra prima e ultima di copertina, per ridimensionare la storia. E lo faccio sempre, anche più volte. Come se avessi bisogno di stabilirne le dimensioni. Non tanto per controllare il numero di pagine, fossero anche 1853 mi sta bene. Però, basta che lo so. Basta che la fine ci sia. E vai a capire il perché.

2. La seconda consuetudine a cui mi presto è totalmente estranea alla mia volontà però mi sono resa conto che lo faccio, molto spesso, senza rendermene conto. Quindi, involontario o intenzionale che sia, è un rito a tutti gli effetti. Spiegandolo in due parole sarebbe: mi aggrappo a qualcosa. Letteralmente. Un lembo di lenzuolo, il collo della maglietta, una ciocca di capelli. Solitamente la scena che va per la maggiore mi vede nella seguente posizione: mano destra a tenere il libro, mano sinistra sul fianco destro appigliata all'orlo del maglione.

3. Durante la lettura sono abbastanza "tranquilla", nessuna mania da dichiarare. Accanita sostenitrice della causa io sottolineo e non me ne vergogno. E poi sì, ci scappa anche che "faccio le orecchie". Capita. A volte. Sto cercando di smettere.

4. Cerco sempre di concludere a fine paragrafo e su una pagina pari. Non che mi danni l'anima nel caso sia dispari (ma se non lo è preferisco, decisamente). Diciamo pure che faccio in modo che, casualmente, non succeda. Poi chiudo il libro e torno a fare la solita vita. Da miope, che non è sempre un male.
manie-illustrazioni-Tsinganos
Illustrazione: Jim Tsinganos

E voi, lettori nevrotici in ascolto? Nessun comportamento ossessivo? Quali sono le vostre mani? Spulciate nei vostri animi e confessate!

Commenti

  1. Solitamente apro il libro e mentre lo sfoglio odoro le pagine. Mi piace sentirne il profumo, è più forte di me.
    Se mi piace una frase, tendo a sottolineare. I libri devono essere "vissuti". Uso il segnalibro, anch'io cerco di finire la pagina, che sia pari o dispari non importa me ne ricordo a seconda di come sistemo il segnalibro.

    Uhm.. credo sia tutto xD

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    1. Sentirne il profumo. Hai ragione! Mi piace.
      E poi si, i libri devono essere vissuti, assolutamente!
      Come un amico, che ti porti dietro, magari lo "stropicci" un pò e alla fine del viaggio restano i "segni" dell'esperienza.

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  2. Mi sono resa conto che anche io ho dei piccoli rituali, fatti quasi inconsciamente.
    Prima di cominciare a leggere il libro, guardo un po' la copertina e rileggo la quarta, anche quando so perfettamente qual è la trama.
    Mi premuro di avere almeno un biglietto dell'autobus/scontrino/pezzo di carta da fare a pezzi da usare per segnare le pagine in cui ci sono le frasi che mi piacciono (non amo molto le "orecchie" ^_^).
    Spesso, ma non sempre, mi guardo un po' anche la primissima pagina, quella con i dati editoriali e i copyright e quelle cose lì - lo so, è un po' strano, ma mi piace vedere il percorso che ha fatto un libro per arrivare tra le mie mani proprio in quell'edizione.

    E basta, direi.

    Ho solo un rituale che ho sempre fatto con coscienza: mettere un foglietto dentro al libro (di solito direttamente tra la copertina e la prima pagina) dove segnare i pensieri che mi vengono durante la lettura :)

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    1. Dei segnalibri ci sarebbe da fare un post a parte! :)
      Io li compro, raramente, quando mi trovo in qualche città particolare (tipo l'ultimo, che ho preso al Louvre. Molto carino).
      Però, a parte queste rare eccezioni, anch'io uso quello che mi capita per segnare le pagine. Biglietti del treno, soprattutto. Ho un intercity Napoli-Roma datato 20/07/2010 che mi segue ovunque!

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  3. Sebbene non mi faccia scoraggiare da libri molto lunghi o da capitoli parecchio estesi, prima di iniziare un nuovo capitolo sfoglio le pagine per inquadrare la lunghezza dei paragrafi (e, a volte, la loro composizione, per vedere se mi aspettano più dialoghi o descrizioni); è una sorta di tic, dovuto probabilmente al fatto che non riesco a lasciare un capitolo in sospeso: una volta iniziato, devo arrivare alla fine o, se intervengono cause di forza maggiore, cerco almeno la fine di un paragrafo (ma è facile che, alla ripresa della lettura, inizi nuovamente il capitolo). Inoltre non sopporto lasciare un libro cui mancano solo due o tre capitoli alla fine e, come molti lettori, cado nella tentazione di leggere l'ultima riga, cosa che, di solito, si verifica quando arrivo a metà del volume.

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    1. Allora non sono l'unica! Cerco di non farlo mai, leggere l'ultima riga di un libro intendo, però qualche volta è capitato. Credo succeda soprattutto con testi che non riescono a prendermi del tutto.

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    2. Ho un premio per il tuo blog: http://athenaenoctua2013.blogspot.it/2013/04/blogger-simpatico-e-non-e-un-pesce.html
      Un saluto. Cristina

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  4. Il mio rituale più frequente è quello di leggere con una mano sul petto, forse per trattenere le emozioni.
    Inoltre non leggo mai le recensioni. Non mi piace che mi si dica in anticipo il nome del protagonista o qualche sua vicenda! Leggo i commenti ai lati della copertina :-)

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    1. La mano sul petto non l'avevo mai sentita. Carina! :)
      Che è un pò il mio "aggrapparsi a qualcosa" alla fine.
      Quando la trama ti prende non c'è verso di controllarsi.

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  5. io uso sempre lo stesso segnalibro da una vita pur avendone altri mille! Ciò rende ogni volta più familiare e rassicurante l'approccio con un libro completamente nuovo e che potrebbe non piacermi :)
    Sottolineo sempre anche io e una volta finito il libro ricopio le citazioni più belle nella mia Moleskine Book Journal, che è un'altra presenza fissa delle mie letture e di cui non riesco più a fare a meno!

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    1. Concordo! Ad oggi io credo che le agende Moleskine siano da considerarsi a pieno titolo "ferri del mestiere"!

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  6. Ultimamente il mio appuntamento coi libri avviene in due circostanze precise, che si portano dietro due rituali diversi:
    -se leggo nel letto, prima di dormire, il libro è posizionato già nel comodino dove ci sono gli occhiali da vista e la crema per le mani. Mi spalmo la crema, perchè se ho le mani secche (e non capisco perchè ora ho questa fissa) non mi gusto il piacere di girare le pagine, anzi, diventa fastidioso..mi metto gli occhiali e, dopo aver riguardato la copertina per la millesima volta, inizio. E' in assoluto il momento che preferisco per leggere perchè mi da l'idea di fare le cose come si deve, di prendermi cura di me e del libro.
    - Se sto leggendo in treno (e credetemi, ci passo tanto tempo) in genere alterno momenti in cui leggo a quelli in cui guardo fuori dal finestrino a pensare a quello che sto leggendo e spesso annoto anche io un po' di cose sul mio taccuino...viaggiare con la mente mentre si viaggia col corpo è sempre un'esperienza stimolante.
    In genere comunque alterno momenti di reverenza folle verso i libri in cui li tratto alla stregua di gioielli e addirittura prima di iniziare annoto la data o un pensiero in prima pagina, a momenti in cui li tratto malissimo e subiscono tutta la mia poca grazia:orecchie, macchie di cibo, sgualciture...ma come si diceva, così portano i segni del cammino insieme.

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    1. E' una bella immagine quella che hai dato con il tuo commento. Prendersi cura di sè e del libro, due cose idealmente legate a doppio filo. Con la lettura giusta, si può raggiungere qualsiasi cosa.

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  7. Mi fa un po' paura parlare di queste cose, perché di manie da lettrice ne ho parecchie, e sono sicura di averne molte altre di cui non sono consapevole. Ma vedo che sono in ottima compagnia e quindi mi unisco al gruppo di auto-aiuto: "Ciao sono Dany e ho delle manie o dei rituali..." ;D
    Mi piace leggere tutto di un libro, non posso farne a meno, la prima pagina con i dati editoriali, la dedica, la prefazione (eventuale postfazione), l'indice dei capitoli e il riassunto della trama nel retro della copertina. Poi posso cominciare il romanzo.
    Controllo sempre quante pagine ha e quanto sono lunghi i capitoli. Scelgo il segnalibro in base alla grandezza del libro.
    Devo sempre finire il capitolo che sto leggendo, prima di rimettere il libro sul comodino o in borsa; e quando mi capitano libri senza capitoli, cerco di fermarmi su una pagina che comincia con una lettera maiuscola (cosa molto rara da trovare).
    Non mi piace rovinarli o sottolinearli, una volta finito il libro lo metto sotto un peso, perché torni alla sua forma originale, più o meno.
    Mentre leggo, tengo la bocca talmente serrata che dopo un po' mi fa male la mandibola, quindi ultimamente cerco di tenere la lingua tra i denti per avere la bocca più rilassata.
    E' meglio che mi fermi qui...altrimenti potrei spaventarvi...:P
    Baci baci

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    1. Dani, mi sono divertita un sacco a leggerti!
      Quella della lettera maiuscola, così come la mia pagina pari, sono cose stile Shining proprio, altro che piccoli rituali (anche la questione del "peso" sul libro post-lettura però non scherza)!
      Un bacione

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  8. Anch'io vado sempre all'ultima pagina e, lo ammetto, sbircio l'ultima parola (o frase). Tanto non si capisce niente lo stesso. Poi giuro non ci torno più.
    Ovviamente sottolineo, ma non faccio le orecchie e quando mi tornano tra le mani libri prestati tutti spiegazzati sento un colpo al cuore.

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  9. Che bello questo post, me l'ero perso!
    Io sono del club delle orecchie, lo so che siamo osteggiati da tutti, ma sono fiera di esserlo! ^_^
    Mi piacciono i libri vissuti, mi piace riprenderlo in mano dopo tempo e vedere dove mi ero fermata le varie volte, mi piace prendere i libri in biblioteca e vedere dove avevano fatto le orecchie gli altri...
    Altra cosa: anche io la prima cosa che faccio è andare all'ultima pagina, mi piace vedere quanto è lungo il libro e, mediamente, in quanto tempo posso leggerlo.
    Ho sempre poi la matita a portata di mano per sottolineare le frasi per me più significative e riportare il numero di pagina in fondo al libro.
    E per ultima questa, che mi farà passare per maestrina pazza, ma devo dirla: correggo i libri, sia che siano miei che della biblioteca. Quando ci sono errori nei congiuntivi, nei condizionali, refusi ecc... prendo la matita (non rossa! ehehehe!) e correggo.
    Quindi, cari amici di Bologna, se vi capita di prendere un libro in biblioteca e trovarlo corretto vuol dire che prima è passato dalle mie mani. Ok, ditemi pure che son pazza ora :D

    A proposito! Ero passata di qui per dirti che ti ho dato un piccolo premio (mi sa che l'hai ricevuto, ma te lo meriti di nuovo!), passa da me a vedere se ti va:

    http://www.peekabook.it/2013/04/2-liebster-blog-award-per-peek-book.html

    A presto Maria!

    Valentina
    www.peekabook.it

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    1. La mania del correggere mi giunge del tutto nuova. Bella!
      E per quanto riguarda il premio ti ringrazio molto, il fatto che io l'abbia già ricevuto è ininfluente. E' sempre un piacere.
      Grazie mille.

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