A voce alta - The Reader: un libro, un film

Germania, 1958. Il quindicenne Michael Berg si trova in strada quando inizia a sentirsi male. Hanna Schmitz, trentasei anni, lo soccorre e lo accompagna a casa. Il ragazzo, più curioso che riconoscente, si reca nuovamente (e più volte) dalla donna. I due diventano amanti dopo poco. Micheal è preso, corpo e mente, ma Hanna è austera, rigida e inaccessibile; cede ma non si concede.
Sembrava piuttosto che si ritirasse all'interno del proprio corpo, per abbandonarlo a sé stesso e al suo ritmo tranquillo, non turbato dai comandi della testa, e dimenticasse così il mondo esterno. Era appunto quest'oblio del mondo che riposava negli atteggiamenti e movimenti con cui si era infilata le calze. E quella volta non era stata pesante e goffa, ma sciolta, avvenente, tentatrice: una tentazione che non significa seno, gambe, sedere, ma un invito a dimenticare il mondo all'interno del corpo.

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A VOCE ALTA di Bernhard Schlink
Traduzione di Rolando Zorzi
Garzanti
2009
pp. 192
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THE READER di Stephen Daldry
Sceneggiatura di David Hare
Genere: drammatico
2008
123 min















In quel frangente di intimità la donna chiede al ragazzino di leggere per lei. Michael legge, a voce alta, tutti i testi che ha studiato, e Hanna ascolta, rapita, attenta, immersa in un coinvolgimento estremo. 

Dopo un'estate d'amore la donna sparisce senza lasciare alcuna motivazione.

Qualche anno dopo Michael è uno studente di giurisprudenza e, per approfondire gli argomenti trattati ai corsi, assiste ad una serie di procedimenti giudiziari. Uno, tra tutti: il processo a carico di sei donne, ex sorveglianti e membri SS, di un campo di concentramento.
— Era il nostro compito. Che cosa avrebbe fatto lei?
A parlare al giudice è Hanna Schmitz, una delle donne incriminate. Accusata dalle colleghe di essere la principale responsabile delle atrocità accadute all'epoca sulla base di alcuni documenti che la stessa avrebbe scritto, Hanna non respinge le accuse anche se le stesse potrebbero essere facilmente smentite. Hanna non sa né leggere, né scrivere. Questo è il segreto. Questa è la condanna. L'orgoglio tuttavia supera il desiderio di riscatto e la donna preferisce passare come unica colpevole piuttosto che rivelarsi analfabeta. 

Michael e Hanna non si rivolgono la parola neanche una volta. Si ricongiungono però, durante gli anni successivi, in un gesto insolito: il ragazzino, ormai uomo, invia nel carcere dove Hanna sta scontando la sua pena, diverse cassette sulle quali incide la propria voce. Legge alla donna Omero, poi Kafka e Keller e Cechov. Si attiene meticolosamente ai testi, non aggiunge alcun saluto o messaggio personale. Eppure non potrebbe trasmetterle di più.

Ci sono tantissimi libri e altrettanti film che raccontano le realtà impietose dei lager (mi viene in mente Schindler's List, tratto dal romanzo di Thomas Keneally oppure il nostrano Kapò di Gillo Pontecorvo). In ogni caso, per quanto ogni autore o regista abbia regalato alla propria produzione personalizzazioni e originalità, l'obiettivo comune è sempre stato quello di dare voce alla sofferenza del popolo ebreo. È la prima volta che la storia si sviluppa intorno all'altra parte, al cattivoIn questo romanzo, a differenza dei precedenti, si attribuisce alla protagonista, emblema dell'oppressione nazista, un accenno di umanità.

Non ho rispettato, nel caso, l'iter cronologico richiesto al lettore, ossia: prima libro, poi film. È una storia che comunque mi è piaciuta molto, a prescindere. Avrà contribuito l'immagine evocativa che il titolo ispira, A voce altaMi capita spesso di leggere a voce alta, per fissare meglio alcuni concetti, per apprezzarne meglio la profondità. È una cosa che faccio da sempre perché mi lascia una sensazione piacevole, quasi avvolgente. E un uomo che legge per una donna è un'immagine ancora più intensa, che corrisponde a un livello di intimità assoluta.

Detto ciò, io ho preferito il film. Sarà che conoscevo la storia prima ancora di leggerla, sarà che gli attori scelti hanno una capacità interpretativa straordinaria, fatto sta che qualcosa nel libro non ha funzionato. Ho avvertito tutta la freddezza di Hanna, lo sguardo distaccato di una donna che porta addosso la morte come un mandato implicito al proprio ruolo; ho sentito Micheal, il ragazzino, vittima inconsapevole di un passato del quale era estraneo. Tutti gli ingranaggi sono disposti correttamente, insomma. Eppure mi è mancata l'intimità di cui vi parlavo prima. Avrei voluto che l'autore si fosse soffermato su alcuni punti più importanti per sorvolare su altri che invece ha ampiamente trattato. In alcuni passaggi mi sono sorpresa a leggere senza coinvolgimento. Interruzioni troppo brusche, probabilmente.

Il problema di fondo è che, essendo una storia contestualmente difficile, è importante regolare la fiamma al momento giusto, per non correre il rischio che tutto si raffreddi. Mi aspettavo sbalzi di temperatura che non ho avvertito, questo è. Ciò non toglie niente alla bellezza del racconto che, per contenuti, rappresenta una delle mie storie preferite ed è pressoché irrilevante il canale che sceglierete di adottare. In entrambi i casi, ne varrà la pena.

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Note d'ordinanza: la trasposizione cinematografica The Reader è tratta dal libro omonimo, di stampo autobiografico, dello scrittore tedesco Bernhard SchlinkIl romanzo è stato pubblicato in Germania nel 1995 e in Italia in prima edizione nel 1998 mentre il film è stato diretto nel 2008 da Stephen Daldry ed interpretato da Kate WinsletRalph Fiennes e David Kross (ruolo grazie al quale Kate vinse il premio oscar come migliore attrice).

Commenti

  1. Ho visto il film tempo fa, non sapevo nemmeno che fosse tratto da un libro, l'ho scoperto dopo. Il film mi è piaciuto molto, originale la storia e straordinaria Kate Winslet, Oscar meritatissimo secondo me.
    Mi ricordo ancora troppo bene il film per addentrarmi nella lettura, devo aspettare che le immagini si sbiadiscano nella mia testa, forse così saprei apprezzare meglio anche il libro.

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    1. Può essere.
      Oppure può anche essere che, se avessi letto prima il libro, l'impatto sarebbe stato diverso.
      Non so.

      ps: e concordo, lei è fantastica!

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  2. Non so se ricordi che ti avevo scritto qualcosa tipo "non ti anticipo nulla", ma ciò che non volevo anticiparti è che ho preferito il film :) (pure io, insomma XD) il libro mi è parso più distaccato, meno emotivo, con una scrittura che non sono riuscita ad assaporare, e ciò mi è stato d'ostacolo all'apprezzamento del romanzo...

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    1. E invece, con quel "non ti anticipo nulla", ti sei auto-sgamata meravigliosamente. Ho capito subito che qualcosa non avrebbe funzionato! :P
      Detto ciò, la sensazione (la non-sensazione) trasmessa è la stessa.
      Il rischio di risultare distaccato c'era tutto per un romanzo del genere... e, inZomma, gelo fu!

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  3. Grazie per questa recensione!
    Mi è piaciuta molto, anche se non ho nè letto il libro nè visto il film,
    ma mi hai convinta a vederlo ;) !
    Un abbraccio

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    1. Sono troppo contenta che ti sia piaciuta e non vedo l'ora di sapere anche la tua opinione una volta visto il film. Aggiornami! :)

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  4. Lo volevo tanto vedere.
    È in coda (per quello che vale...)

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    1. Vale, vale (sperando però che la coda non sia chilometrica!).

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  5. Non ho letto il libro né visto il film sebbene me lo sia ripromesso più volte. la trovo una storia molto delicata e, sono sincera, questa volta preferirei molto più vedere il film che leggere il libro, trovo la Winslet perfetta nel ruolo per quei brevi spezzoni visti... recupererò... :-)

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    1. Anch'io ti consiglio di vedere il film. Kate è magnifica in quel ruolo!

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