Caduta libera

Grida con tutto il fiato che ha in gola ma la voce è intrappolata alla bocca dello stomaco.
Da questo se ne rende conto, che sta sognando.
Un urlo vuoto.
Apre gli occhi.
Sono le 3.21.

Sospira.
Alza la testa dal cuscino e si mette seduto.
Si porta una mano alla tempia.
Massaggia lentamente.
Lievi pressioni costanti.                                                                                      

I piedi a contatto col pavimento gelido.
Un leggero brivido.
Prosegue a tentoni verso la cucina.
Accende la TV, la spegne.

Apre il frigo, lo chiude.

Il bagno, il rubinetto.
L’acqua gli scorre tra le mani.
Avvicina il viso e lo immerge lentamente.
Dagli zigomi, agli occhi, fino al mento.
Riemerge.

Si guarda allo specchio.
Di solito non lo fa.
Le gocce d'acqua gli rigano il volto.
Ha le palpebre gonfie.
Un paio di rughe agli angoli degli occhi.

Si volta di scatto. 
Torna a guardarsi.
La mascella è serrata.
I denti spingono l'uno verso l'altro.
È appena dolore.
Appoggia le mani ancora bagnate sul lavandino.
I nervi cominciano a tendersi.
Ogni muscolo è in contrazione.
Il cuore inizia a pompare velocemente.
Arriva al cervello ad un ritmo vertiginoso.
Eppure non riesce a muoversi.
Adesso respira affannosamente.
Non distoglie lo sguardo.
Lo sente arrivare, dal fondo.
Non sa perché, ha smesso di chiederselo.
Osserva il suo corpo contrarsi.
È quasi precipitare.
Gonfia i polmoni.
A reagire, per una volta.
E controllarsi.
A spingerlo fuori.
E liberarsi.
Urla. 

Un urlo vuoto.
Apre gli occhi.
Sono le 3.21.


Commenti

  1. ....ecco mi son venuti i brividi a leggere.

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    1. E questo, in un certo senso, spero sia un bene!

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  2. Mi piace la descrizione nei dettagli delle sensazioni che quasi ognuno di noi ha vissuto almeno una volta e si rivede nello specchio...

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