Perché il foglio bianco è violento

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Scrivere fa bene, te lo assicuro. Perché tu, oh mi ascolti?! Eh, tu… pigli tutto quello che hai in testa, no? Lo prendi proprio fisicamente, con le mani, sì, pensa di mettere le mani dentro il tuo cervello. Metti le mani e inizi a smuovere un po' tutte quelle robe che ci sono lì, poi le pigli, le robe, eh, come le vogliamo chiamare... quella sottospecie di grumo di pensieri che ti ritrovi, insomma! Come cosa ne so? Si vede! Ne pensi sempre altre mille di cose mentre qualcuno cerca di parlare con te. Tipo ora, non ti distrarre, cazzo! Torniamo ai pensieri, quella nube informe che hai prelevato, ci sei? Bene… ora mettila sul foglio. Che ci vuole? Scrivila. Descrivila. Inizia da dove ti pare, basta che inizi. Poi il resto viene facile. Manco te ne rendi conto e le tue riflessioni sono lì, su carta, catalogate e numerate. Tutto è più chiaro.

C'è stato un momento in cui l'ho pensato. Però, voglio dire, una prerogativa che ho sempre difeso a spada tratta è la facoltà di cambiare idea e, rispettando l'incoerenza congenita che mi caratterizza, ritratto ogni ipotesi relativa all'argomento. Scrivere non fa bene. Anche perché, analizziamo per un attimo il concetto di bene; prendiamo un paio di sinonimi.

Bene: appagamento, salute, serenità, soddisfazione.

Niente di tutto questo ha qualcosa da spartire con la scrittura. Si parlava, l'altro giorno, di quali caratteristiche uno scrittore debba avere per essere considerato tale e si è concluso dicendo che il requisito essenziale è una certa dose di dannazione.

Dannazione: castigo, condanna, affanno, pena, strazio, tormento.

È una deduzione abbastanza ovvia a pensarci: quando una persona è appagata, quando una persona sta bene, non ha bisogno di scrivere. Vive, semplicemente. La serenità non è gravosa, è il peso che spinge a scrivere. Quando non c'è peso, non si avverte la necessità di liberarsi. Il vero problema però sorge proprio nel momento in cui "metti le mani e inizi a smuovere un po' tutte quelle robe che ci sono lì" perché non sai a priori cosa potrai trovarti ad affrontare. Finché i pensieri assumono una configurazione astratta e confusa, finché la foschia avvolge i ricordi, si può sempre passare oltre, ma quando tutto diventa chiaro e delineato, quando un sentimento acquisisce la forma originaria, come si combatte... di nuovo? Anche perché, una volta varcata la soglia, devi arrivare fino in fondo. Non puoi dare solo un'occhiata; non puoi congedarti, girare i tacchi e prendere la porta. E sei solo, non c'è nessuna guida virgiliana a farti strada; solo tu e la schiera di emozioni distruttive che hai cercato di soffocare nel tempo. E sono lì, ti aspettano, hanno una seconda occasione, una nuova vita, non si lasceranno sfuggire questa opportunità. E attaccano, in branco. E inizi a vacillare. E vorresti fermarle, se non fosse così difficile dominarle tutte insieme. E ti sembra di affogare... ma non c'è acqua, non si può affogare, è nebbia, nebbia fitta e densa, nebbia che si dirada. E intravedi qualcosa di familiare. E quasi ti lasci andare, perché in quella confusione appannata iniziano a delinearsi volti, mani e braccia di chi sei stato costretto a seppellire lì, in quel caos. E ti reclamano ancora. Provi ad avvicinarti, solo per prendere fiato, solo per guardare meglio, solo per guardare, solo per un po'. Ed è come tornare a casa, ma non è casa, è quanto di più lontano da casa si possa immaginare. È l'inferno.

Dopo si riemerge, ed è questo forse il bene: sopravvivere. Poi il resto viene facile.

Commenti

  1. Nella prima parte sembrava averti di fronte..quando dici 'ehi tu,dico a te!' 'Non ti distrarre cazzo!'.

    Mi hai fatto riflettere molto quando hai detto che chi scrive lo fa quando ha un peso addosso,perchè 'quando una persona sta bene,non ha bisogno di scrivere.......è il peso che spinge a scrivere!'. In effetti è così:per un periodo ho scritto molto (cose mie,personali,niente di 'pubblico') ma ormai è da qualche anno che non scrivo più...non ne sento l'impellente bisogno. Il che non significa che io sia la persona più 'felice' di questo mondo (magari!)...ma forse non ho più quel 'peso' che negli anni addietro avevo!

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    1. Tu conosci voce e volto di questi deliri.
      Non so se sia più fortuna o destino avverso il tuo, ma sicuramente hai più elementi per capire il senso di quello che scrivo e per questo, è doppiamente importante il tuo giudizio. Un bacio grande, Lady.

      ps: ma poi, cose mie personali, ma tipo anche poesie? No, perchè, qua mi scatta la curiosità morbosa!

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    2. Ebbene si: soprattutto poesie! Ne ho un quaderno pieno! Tanto gelosamente custodito...che manco io lo apro da anni!! :D
      Però, magari, ad uno dei nostri caffè potrei portarlo...e farci due risate insieme! :)

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  2. I foglio bianco è violento poiché ti deride, ti turba e aspetta solo quello.
    Il foglio bianco è violento perché stupra la tua coscienza e ti porta a raccontare quello che vorresti tenere solo per te.
    Il foglio bianco è violento perché nessuno e più psicologo di se stesso, viene fuori, ci protegge quando ne abbiamo maggiore bisogno.
    Il foglio bianco è violento , ti porta a scrivere come succede a me che nella vita faccio altro ...mentre vorrei fare solo quello.
    Il foglio bianco è violento per chi non si sente appagato, per chi non è mai domo.

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    1. Io non ho mai creduto di saper scrivere e non inizierò a pensare di saperlo fare ora solo perché ho aperto un blog e sto provando a farlo, ma quello che tu hai descritto esprime esattamente quello che sento io in questo periodo.
      E strano pensare che proprio le "cose che vorresti tenere solo per te" sono quelle per le quali hai maggiormente bisogno di trovare parole e metterle su questo maledetto foglio bianco ...ma è così.

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    2. Io non credevo di saper scrivere fino a quando non ho avuto il coraggio di provare.
      Tu abusi di virgole,dicevi, io commettero' altri errori. .
      Il problema non è questo, per queste cose ci sono i correttori di bozze.
      Scrivi, rileggi,fai leggere, osserva i tuoi lettori..se li vedi sorridere, piangere, inquieti, disgustati allora continua perché sai scrivere.

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