Mancarsi, il nuovo romanzo di Diego De Silva

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...poiché nessuno è in grado di spiegare di cosa è fatto l’amore che prova [...] e quando ce lo domandiamo («Ma tu perché mi ami?») e stiamo a sentire la risposta, rimaniamo per forza un po’ delusi, quasi vorremmo replicare: «Dai che puoi fare di meglio, dimmi chi sono», perché non è di semplici complimenti, per quanto sinceri, che in quel momento andiamo alla ricerca, ma di qualcosa di più intimamente effimero che ci descriva nell’immaginazione dell’altro.
Vi ho già parlato di quanto Diego De Silva mi abbia conquistato attraverso il personaggio di Vincenzo Malinconico; l’autore ha una capacità formidabile di creare storie spassose e originali. Capirete quindi con quanta curiosità ho atteso Mancarsi, un libro nel quale la comicità cede il passo a qualcosa di diverso. Durante la presentazione del libro alla Feltrinelli, De Silva ci spiega che il titolo ha una doppia valenza «mancarsi è inteso sia come patire la distanza di una persona amata e persa (o comunque lontana), sia come sfiorare fisicamente. La condizione della mancanza, dell’assenza, della nostalgia e la condizione effettiva del non prendersi». Amore e libertà, solitudine e “solitarietà”: questi i temi principali affrontati ieri sera, conditi dalla deliziosa ironia dello scrittore e dall'interessante presentazione di Maurizio De Giovanni.

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Irene e Nicola sono due persone sole. Entrambi hanno conosciuto l’amore, entrambi l’hanno perso. Provano a rimettersi in carreggiata, puntando ognuno sulle proprie personalità, cercando di colmare il vuoto che il sentimento della mancanza ha plasmato nelle loro vite. Frequentano lo stesso bistrot, scelgono lo stesso tavolo, entrambi attratti dallo stesso manifesto di Baster Keaton. Si sfiorano, senza mai incontrarsi. È una storia d’amore, quasi. Il pensiero che possa esistere una persona in grado di rivoluzionare la nostra intera esistenza, la possibilità di poterla sentire senza riuscire a vederla veramente, l’idea di mancarsi, è il concetto che guida la penna dell’autore. Capitolo dopo capitolo, Irene e Nicola si alternano, si intrecciano, si accavallano e si allontanano per poi avvicinarsi nuovamente. Ed è in questo modo che termina il romanzo, lasciando al lettore completa libertà d’immaginazione sul fatidico incontro.
Nicola si blocca nella schiena.
L’impressione precisa di avere alle spalle qualcuno che l’osserva.
Come un richiamo, un mugolio, un invito che lui solo sente.
Lentamente si gira verso il banco.
E la vede.

Commenti

  1. Bello!
    'incontro predestinato'
    Credo che tutti noi,nella vita,ogni giorno, abbiamo degli incontri predestinati! Spesso anche quello apparentemente più 'stupido'...può essere 'predestinato' a portarci verso qualcosa di più importante,più bello,o anche magari più 'triste'...ma sarà comunque qualcosa che porterà modifiche,cambiamenti,o rivoluzioni,nella nostra vita!

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    1. Assolutamente d'accordo.
      Ogni incontro è una nuova opportunità.

      ps: tutto sta nello scansare i "pali" durante il tragitto.

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  2. Hai l'autografo di Diego de Silva *___________________*

    Con questa recensione mi hai fatto venire ancora più voglia di leggerlo!

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