Mancarsi di Diego De Silva

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...poiché nessuno è in grado di spiegare di cosa è fatto l'amore che prova [...] e quando ce lo domandiamo («Ma tu perché mi ami?») e stiamo a sentire la risposta, rimaniamo per forza un po' delusi, quasi vorremmo replicare: «Dai che puoi fare di meglio, dimmi chi sono», perché non è di semplici complimenti, per quanto sinceri, che in quel momento andiamo alla ricerca, ma di qualcosa di più intimamente effimero che ci descriva nell'immaginazione dell'altro.
Vi ho già parlato di quanto Diego De Silva mi abbia conquistato attraverso il personaggio di Vincenzo Malinconico; l'autore ha una capacità formidabile di creare storie spassose e originali. Capirete quindi con quanta curiosità ho atteso Mancarsi, un libro nel quale la comicità cede il passo a qualcosa di diverso. 

Durante la presentazione del libro a La Feltrinelli, l'autore ci spiega che il titolo ha una doppia valenza «mancarsi è inteso sia come patire la distanza di una persona amata e persa (o comunque lontana), sia come sfiorare fisicamenteLa condizione della mancanza, dell'assenza, della nostalgia e la condizione effettiva del non prendersi»Amore e libertà, solitudine e "solitarietà": questi i temi principali affrontati ieri sera, conditi dalla deliziosa ironia dello scrittore e dall'interessante presentazione di Maurizio De Giovanni.

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Irene e Nicola: due persone sole. Entrambi hanno conosciuto l'amore, entrambi l'hanno perso.
Irene è un'abitudinaria. Quando sta bene in un posto non le va di cambiare. Incrociare i soliti sconosciuti, distinguere un quartiere dall'aria, riconoscere le macchie sulle scale di una stazione della metropolitana, è il suo modo di sentirsi a casa. Le piace ripetersi. Rispettare una continuità coreografica con i luoghi che considera suoi. Ne è pure gelosa. 
Nicola è un lettore forte, ma non ha mai letto un libro dall'inizio alla fine. È perché non crede alla compattezza delle storie. Che un racconto resti coerente per duecentocinquanta, trecento pagine, gli sembra una forzatura. In un romanzo cerca gli sconfinamenti, le irregolarità. Il colpo di testa che prende lo scrittore quando vede passare una cosa e la segue.
Mancarsi-De-Silva-libro
Mancarsi
Diego De Silva
Einaudi
2013
pp. 104

Provano a rimettersi in carreggiata, puntando ognuno sulle proprie personalità, cercando di colmare il vuoto che il sentimento della mancanza ha plasmato nelle loro vite. Frequentano lo stesso bistrot, scelgono lo stesso tavolo, entrambi attratti dallo stesso manifesto di Baster Keaton. Si sfiorano, senza mai incontrarsi. È una storia d'amore, quasi. Il pensiero che possa esistere una persona in grado di rivoluzionare la nostra intera esistenza, la possibilità di poterla sentire senza magari riuscire a vederla veramente, l'idea di mancarsi, è il concetto che guida la penna dell'autore.

Capitolo dopo capitolo, Irene e Nicola si alternano, si intrecciano, si accavallano e si allontanano per poi avvicinarsi nuovamente. Ed è in questo modo che termina il romanzo, lasciando al lettore completa libertà d'immaginazione su questo incontro predestinato.

            Nicola si blocca nella schiena. 
            L'impressione precisa di avere alle spalle qualcuno che l'osserva. 
            Come un richiamo, un mugolio, un invito che lui solo sente.
            Lentamente si gira verso il banco.
            E la vede. 


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Commenti

  1. Bello!
    'incontro predestinato'
    Credo che tutti noi,nella vita,ogni giorno, abbiamo degli incontri predestinati! Spesso anche quello apparentemente più 'stupido'...può essere 'predestinato' a portarci verso qualcosa di più importante,più bello,o anche magari più 'triste'...ma sarà comunque qualcosa che porterà modifiche,cambiamenti,o rivoluzioni,nella nostra vita!

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    1. Assolutamente d'accordo.
      Ogni incontro è una nuova opportunità.

      ps: tutto sta nello scansare i "pali" durante il tragitto.

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  2. Hai l'autografo di Diego de Silva *___________________*

    Con questa recensione mi hai fatto venire ancora più voglia di leggerlo!

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