Un caffè con: Fernando Pessoa

(Lisbona, 13 giugno 1888 – Lisbona, 30 novembre 1935)

Io e lo spirito del Natale siamo scivolati da qualche anno in un rapporto di reciproca e cortese indifferenza. Lo so cosa mi manca: la magia che ruota intorno a questo periodo dell'anno è strettamente legata alla gioia febbricitante dell'attesa, all'entusiasmo legato ad una sorta di aspettativa. Ecco, diciamo che ora come ora, non ho particolari aspettative dal mondo.

E allora, tradendo in pieno le vostre aspettative legate alla lettura di un componimento fresco e leggero in tema natalizio, oggi ho scelto di invitare al nostro appuntamento settimanale Fernando Pessoa, che di leggero credo non abbia avuto neanche il sonno. Pessoa è morto a Lisbona nel 1935 ma l'attualità delle sue parole è disarmante. Non sto pensando a niente è la poesia che ho scelto.

Non sto pensando a niente,
e questa cosa centrale, che a sua volta non è niente,
mi è gradita come l'aria notturna,
fresca in confronto all'estate calda del giorno.
Che bello, non sto pensando a niente!
Non pensare a niente
è avere l'anima propria e intera.
Non pensare a niente
è vivere intimamente
il flusso e riflusso della vita...
Non sto pensando a niente.
È come se mi fossi appoggiato male.
Un dolore nella schiena o sul fianco,
un sapore amaro nella bocca della mia anima:
perché, in fin dei conti,
non sto pensando a niente,
ma proprio a niente,
a niente...

Buone aspettative a tutti.


Commenti

  1. E' un piacere leggerti, è palpabile la tua passione per quello che fai.
    Peccato che ogni tanto fermi i tuoi pensieri per dare spazio a quelli degli altri.
    Continua così.

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  2. Grazie Goccia, si fa quel che si può!

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  3. Pessoa era tutto tranne che un allegrone, questo è sicuro.
    Però ho recentemente letto "Lettere alla fidanzata" e te lo consiglio, scoprirai un altro lato di lui ;)

    Valentina
    www.peekabook.it

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    1. Prendo il consiglio al volo.
      Io iniziai "Il libro dell'inquietudine" ma, mea culpa, non sono riuscita a continuare... un pò troppo angoscioso.

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  4. Noto con piacere che anche qui il Sig. Pessoa non manca ;)

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    1. Il suo mondo interiore mi ha sempre affascinato molto.
      Il mio unico rammarico letterario, infatti, è quello di non aver terminato Il libro dell'inquietudine.
      Al tempo non ero "pronta", probabilmente. Devo riprenderlo.

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  5. Questi sono i suoi versi che preferisco:

    Ho sognato di più di quanto Napoleone abbia realizzato.
    Ho stretto al petto ipotetico più umanità di Cristo.
    Ho creato in segreto filosofie che nessun Kant ha scritto.
    Ma sono, e forse sarò sempre, quello della mansarda,
    anche se non ci abito;
    sarò sempre quello che non è nato per questo;
    sarò sempre soltanto quello che possedeva delle qualità;
    sarò sempre quello che ha atteso che gli aprissero la porta davanti a una parete senza porta,
    e ha cantato la canzone dell'Infinito in un pollaio,
    e sentito la voce di Dio in un pozzo chiuso.
    Credere in me? No, né in niente.
    (Fernando Pessoa, Tabaccheria)

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