Baciarsi a Manhattan

— Scommetto che sei una ragazza di un certo tipo — disse Checkers.
— Lo siamo tutte — rispose Donna.
— Scommetto che sei quel tipo di ragazza che se sta camminando per strada e passa uno con una macchinazza e le urla qualcosa tipo ‘Ehi, bella gnocca’ non sorride nemmeno.
— Probabile.
— E scommetto che se quello diventasse volgare e dicesse che forse potreste combinare qualcosa, continueresti a non sorridergli. Saresti troppo sofisticata per lui.
— Giusto, di nuovo.
Checkers diede una manata al piano del tavolo.
— Cristo! — esclamò a voce alta. Sembrava arrabbiato.
Donna ne fu sorpresa. Pensava stessero facendo conversazione.
— Cristo! — ripeté Checkers — Ma chi cazzo vi credete di essere, voi donne?
Donna aggrottò le sopracciglia.
— Pensate che gli uomini siano raffinati? Pensate che moriamo tutti dalla voglia di farvi la corte?
Di portarvi fuori a cena e di fare conversazione? Cristo! [...] Ma non capite?
Gli occhi di Checkers erano incollati a quelli di Donna.
— Non capite proprio la perfezione di un ‘Ehi, bella gnocca’ detto da un uomo che non ha altro da dire?
(da Baciarsi a Manhattan di David Schickler. Einaudi, 2004. Traduzione di Giuseppe Strazzeri)



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